Centratura Reiki

Chi si affaccia ad un cammino spirituale può inizialmente sentirsi sopraffatto ci sono molte direzioni percorribili e una grande abbondanza di cose da fare e da imparare.
Molti trovano utile la preghiera e la meditazione; la preghiera connette col mondo spirituale e la meditazione insegna ad entrare nel silenzio e a concentrarsi sulla luce interiore.
Questo percorso è soprattutto di tipo interiore e richiede fede, insieme alla capacità di interiorizzarsi e sintonizzarsi col Sé superiore, che è il proprio maestro.
Una meditazione molto pratica di cui molti si avvantaggiano è la Centratura sul Cuore, che insegna a sedere nel proprio spazio sacro e aiuta a restare radicati durante il proprio viaggio attraverso la spiritualità. Più la si pratica e più diventa facile, oltre ad aumentare la propria capacità di restare nello spazio sacro per un tempo più prolungato.
La Centratura sul Cuore è uno strumento semplice, ma profondo, che permette di passare in modo immediato da un vecchio orientamento del sé che si ferma alla “superficie” del livello mentale ed è caratterizzato da stress, tormento interiore e stagnamento ad un nuovo orientamento del sé che sorge e si “centra” sull’interiorità, manifestando a livello energetico calma, sovranità e integrità.
“L’Energia del Cuore” può essere quindi utilizzata per stabilire una presenza calma e sovrana nel mezzo delle tempeste della quotidianità; centrandoci possiamo andare oltre una vita di “superficie”, logorata a livello mentale da stress, esaurimento emotivo e straniamento, con annesse dipendenze e conflitti relazionali.
Centrarsi aiuta a muoversi con cognizione e facilità nell’era dell’energia annunciata da Einstein: ciò su cui concentriamo la nostra consapevolezza crea la nostra realtà.
Focalizzarsi sul proprio centro energetico e potenziare così la propria calma presenza porta ad una progressiva liberazione. Trarre quest’incredibile “energia del cuore” attraverso il proprio nucleo centrale, testimone di chi e cosa siamo realmente e condividere tale energia con altri è più che mai possibile e promuove salute ed unità, per il beneficio di tutti; è semplice, profondo ed immediato: fermati, respira e centrati.
Ogni lavoro con il Reiki inizia con la tecnica della Centratura. Troppo spesso questa viene eseguita meccanicamente senza che vi sia un’effettiva presa di coscienza del suo profondo significato.
Nell’affrontare questa importantissima tecnica, dobbiamo innanzitutto parlare di tre suoi aspetti fondamentali (strettamente legati tra loro):

– Aspetto Fisico
– Aspetto Mentale
– Aspetto Energetico

Aspetto fisico:
La centratura è eseguita almeno in tre varianti. Quella più tradizionale e antica è chiamata Gassho: la posizione tradizionale di preghiera e meditazione, molto diffusa anche nelle arti marziali come forma di saluto. Si rimane in ginocchio, con i glutei che poggiano sui talloni, le ginocchia leggermente allargate, e le mani giunte all’altezza del cuore, tenendo collo e spalle in uno stato di rilassatezza. Questa posizione può essere eseguita anche in piedi.
Le altre due varianti sono più legate alla tradizione del Reiki occidentale (di derivazione della scuola Takata) e si eseguono poggiando le mani sul petto all’altezza del cuore. In una, le mani sono sovrapposte l’una sull’altra, nell’altra sono”affiancate” in modo che il mignolo di quella più “alta” tocchi il pollice dell’altra posta più in basso.

Aspetto Mentale:
Questi gesti o posizioni portano l’attenzione dell’operatore Reiki verso se stesso. Questo allontana i normali pensieri distrattivi legati alle “problematiche” della vita di tutti i giorni. Essere con-centrati su di se, consente uno stato mentale molto particolare, che favorisce l’ascolto di se stessi e di quello che si sta facendo. Significa in sostanza rimanere focalizzati nel “qui e ora”, senza attese per il futuro o rimpianti per il passato, vivendo a pieno il momento presente.

Aspetto Energetico:
Il gesto della Centratura ha un profondo senso energetico. Innanzitutto il significato di avvicinare e unire le mani richiama il “concetto” dell’Uno, che sta oltre l’apparenza della dualità, oltre il velo di Maya. In questo senso di unità e di compassione (esperire insieme), che può essere indirizzato verso un ricevente, verso noi stessi, o verso qualunque altro obiettivo, si esplica a pieno il significato profondo di tutto il Reiki. Inoltre la vicinanza delle mani ad Anahata Chakra (centro energetico espressione dell’Amore e dell’unione tra le energie di Cielo e Terra) ci mette in “risonanza energetica ” con quella vibrazione. Si dice spesso che il Reiki è una “via di cuore”, e la centratura è una delle massime espressioni di questo detto. È come se l’operatore dicesse a se stesso: ” quello che sto facendo parte e arriva al cuore”. Aver “abbassato il volume della mente”, centrandoci su noi stessi, ci consente di essere molto più percettivi, coscienti e aperti allo scorrere dell’energia.
Quando si esegue la centratura, si entra in uno stato molto piacevole: ci si rilassa, si comincia a percepire in maniera fisica lo scorrere dell’energia, le mani diventano molto calde. A volte si percepisce un forte formicolio sui palmi, sulla sommità della testa (Sahasrara: il VII° Chakra), in Hara. Si avverte una grande espansione sul cuore (Anahata: il IV° Chakra), come se si fosse riempiti da una immensa gioia e pace.
Ai giovani praticanti, e a quanti si avvicinano al Reiki per la prima volta, si è soliti consigliare di mantenere la posizione per almeno cinque minuti. L’esperienza ci insegna che al di là di rigide regole quello che è importante è il sentire di ogni singolo operatore.
Questa tecnica è molto facile naturale, anche se ovviamente una pratica quotidiana permette di raggiungere livelli più profondi in minor tempo. Con l’allenamento la centratura diventa un vero e proprio stato permanente che ci consente di vivere a pieno il nostro stare nel presente.
La centratura del cuore è uno degli elementi portanti di ogni trattamento Reiki. La tecnica è semplicissima, consiste nell’appoggiare le mani al centro del petto inviando poi Reiki in quel punto sintonizzandosi con l’energia del cuore, cioè con l’amore incondizionato.
L’energia del Reiki è quella del cuore dell’amore privo di ego, cioè della capacità di dare senza nulla aspettarsi in cambio, come il sole manda la sua luce senza preoccuparsi di come e da chi viene accolta. Di solito amore è un rapporto di scambio e di richiesta. L’amore di cui parliamo in questo contesto è la capacità di dare perché per noi è naturale farlo. Ecco perché durante i trattamenti è essenziale cercare di non essere coinvolti in ciò che stiamo facendo: qualunque nostra aspettativa, ostacola il fluire del Rei.
La centratura del cuore serve per rilassarsi, per porsi in modo positivo nei confronti del trattamento che stiamo per eseguire, ci sintonizza sull’energia del cuore e non più su quella della mente, ci permette di non aver aspettative sull’esito del trattamento,ci fa entrare nella condizione di distacco indispensabile per essere buoni canali energetici.
Molto spesso, infatti, anche se in linea teorica siamo consapevoli che qualunque nostra interferenza è d’ostacolo allo scorrere dell’energia, è difficile non sperare ardentemente la guarigione della persona trattata, (pensiamo ad esempio se è la persona che amiamo, od un nostro amico). In certi casi, l’egocentrismo cerca di convincerci che siamo Buoni, che siamo Guaritori . La centratura del cuore può rappresentare un attimo di pausa, di distacco: una meditazione che ci permette di entrare in contatto con un’energia diversa.
Più banalmente ,ma non per questo trascurabile, il fatto di usarla regolarmente finisce col creare un riflesso condizionato: se tutte le volte che canalizziamo Reiki ci centriamo nel cuore, ponendoci perciò nel modo migliore, nel tempo innescheremo un processo automatico e sarà sufficiente mettere le mani sul chakra del cuore per tornare immediatamente nello stato di centratura.
Cosa avviene quando ci si centra nell’energia del cuore?
Innanzi tutto ci rilassiamo, l’emotività si calma perciò è più facile diventare testimoni distaccati di ciò che succede durante il trattamento. Dal punto di vista fisico ,appoggiando le mani sul chakra del cuore mandiamo energia alla ghiandola che gli corrisponde, il timo, regolatore delle difese del sistema immunitario. Energeticamente centrandosi sull’energia del cuore è possibile rafforzare l’aura e non correre pertanto i rischi di assorbire le eventuali energie disordinate della persona che stiamo trattando.
Centrarsi al di fuori del trattamento Reiki può essere molto utile per calmarci in situazioni difficili, predisporci positivamente prima d’entrare in luoghi carichi di energie pesanti: metropolitane, luoghi molto affollati, ospedali etc.
Ogni trattamento Reiki viene sempre preceduto da un breve ma significativo gesto: la Bilanciatura al Cuore, detta anche Centratura.
Per qualche secondo poni semplicemente le mani sul cuore. Questo gesto non apre il “rubinetto” dell’energia e tantomeno accende l’ “interruttore” dell’energia, come qualcuno della breve tradizione occidentale era solito affermare: il Reiki scorre nell’operatore Reiki 24 ore al giorno, per tutta la vita !!!
La sacralità del gesto sta nel focalizzare la presenza dell’operatore Reiki nel suo punto più prezioso: l’unità di luce, ovvero la scintilla divina che alberga nel cuore, nel 4° chakra. Cominciare ogni trattamento di Reiki con qualche secondo sul cuore (una buona misura porebbe essere tre respirazioni) significa portare, là dove andranno poi le mani, il timbro sacro del cuore. Mikao Usui praticava la posizione Gassho (Reiji Ho) come Bilanciatura al Cuore. Ogni volta che esegui la Bilanciatura al Cuore la tua coscienza riceve questo messaggio:
“il Cuore è il mio punto di partenza, il Cuore è il mio mezzo, il Cuore è il mio obiettivo finale!”

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