Disequilibrio dei Chakras

Torno nuovamente ad affrontare il tema Chakras in quanto credo sia molto importante capire e valutare se i chakra lavorano, bene o meno e nel caso andare, tramite terapie e trattamenti, ad riequilibrarli e riarmonizzarli in modo che possano tornare a lavorare nuovamente bene.
Piccola premessa nella disciplina dei Chakra, come per le altre discipline olistiche, è fondamentale considerare l’essere vivente nella sua totalità, fatto dall’unione di corpo, mente e anima e questa totalità è mantenuta da forme di energie sottili e impercettibili, prodotte dai Chakra. I Chakra rappresentano quindi i centri di energia del corpo, sono dei vortici, simili a dei mulinelli su di un corso d’acqua, che hanno appunto la funzione di far scorrere l’energia lungo il corpo. E’ importante che l’energia fluisca bene a livello di ogni Chakra perchè se rimane bloccata per più tempo si possono instaurare delle patologie, per cui è importante e fondamentale capire e riconoscere se ci sono dei blocchi energetici nei chakra.

1 CHAKRA Muladhara
Il chakra è situato alla base della spina dorsale, nella zona del perineo, tra i genitali e l’ano. Gli organi corrispondenti sono i piedi, le gambe, le ginocchia, il bacino, la colonna vertebrale, le ghiandole endocrine surrenali, l’apparato genitale, la vescica, l’intestino crasso, la muscolatura, lo scheletro osseo e il sistema nervoso autonomo.
I colori associati a Muladhara sono il rosso e il nero. Il senso corrispondente è l’olfatto. Muladhara in sanscrito significa “radice, sostegno”. La sua funzione principale è la sopravvivenza e la parola chiave associata: IO ESISTO. Muladhara è in relazione al radicamento con la Terra, è connesso con la volontà di vivere e conferisce vitalità all’organismo. Le qualità che lo caratterizzano sono la determinazione, la fermezza, la stabilità, l’autostima.
Il primo chakra, Muladhara rappresenta le fondamenta, le radici dell’essere umano. Inoltre è dove risiede addormentata la Kundalini. Un buon funzionamento del primo Chakra fa sì che l’individuo sia ben radicato nella realtà, sia forte fisicamente e sicuro. Eventuali scompensi al primo Chakra possono comportare nell’individuo difficoltà fisiche, disagi alimentari, insicurezza, salute cagionevole, timori e paure, tendenza all’isolamento.

Disequilibrio del Chakra Muladhara
Il funzionamento disarmonico del chakra Muladhara può portare allo sviluppo di varie patologie: emorroidi, obesità, stipsi, sciatalgia, artrite, disturbi sessuali.
Se c’è un funzionamento eccessivo di questo chakra, sia i pensieri che le azioni saranno orientate alla soddisfazione ossessiva dei bisogni materiali e della sicurezza personale, con una tendenza alla possessività e all’egoismo. Le reazioni agli ostacoli saranno di aggressività, collera, gelosia, violenza o comunque un atteggiamento difensivo, legato alla mancanza di fiducia, in cui c’è sempre la paura di perdere ciò che dà sicurezza e senso di benessere.
Se invece c’è un funzionamento insufficiente, si avrà debolezza e scarsa resistenza fisica ed emozionale, eccessiva preoccupazione,insicurezza esistenziale, mancanza di punti di riferimento. Ogni fatto della vita quotidiana diventerà insormontabile: perciò si preferirà rinunciare alla sfida, si sogneranno condizioni più piacevoli e meno faticose e si svilupperà un atteggiamento di fuga mentale dalla realtà esistente.
Se i chakra superiori sono sviluppati maggiormente rispetto agli inferiori, si avrà la sensazione di essere fuori dal mondo e si vivrà profondamente un senso di estraneità e di solitudine assoluta e senza speranza.
Se il blocco energetico interessa anche il terzo chakra oltre al primo, ci si potrebbe trovare in presenza di disturbi alimentari come l’anoressia.
Scopri gli asana che stimolano il primo chakra

Come Riequilibrare il Chakra Muladhara
Per riequilibrare il primo chakra, la soluzione più semplice consiste nell’effettuare una meditazione sdraiati a terra, a occhi chiusi e col capo rivolto a nord, appoggiando direttamente i cristalli sulla pelle nuda in corrispondenza dell’inguine e al centro dell’osso pubico.
Si possono utilizzare cristalli di rocca per potenziare l’effetto delle pietre, tenendoli in mano o disponendoli in cerchio intorno al corpo, con le punte rivolte al centro. Scaricare e sciacquare le pietre sotto l’acqua fredda dopo l’uso.
Le pietre correlate al primo chakra sono: agata nera e grigia, corallo, diaspro rosso, ematite, granato, magnetite, ossidiana, onice, pirite,rubino, tormalina nera.
Esistono anche suoni abbinati al chakra che possono anche essere usati come base musicale per eseguire un massaggio delicato e circolare in senso orario effettuato con 20 ml di olio di sesamo e poche gocce di olii essenziali specifici per il primo chakra.
Gli olii essenziali correlati al primo chakra sono l’ olio essenziale di cannella, cedro, chiodi di garofano, patchouli, sandalo, vetiver.
Sono ottimi anche la cromoterapia, il massaggio ayurvedico (pranico keraliano), alcuni esercizi di yoga o di tai chi chuan. Esistono infine esercizi specifici per riportare in equilibrio i chakra; si tratta di movimenti codificati in tempi antichi conosciuti come i cinque tibetani, intrinsecamente collegati alla dottrina dei chakra.

2 CHAKRA Svadhishtana
Il secondo chakra è situato nel basso ventre, poco al disopra del pube, in corrispondenza dell’osso sacro. Gli organi associati sono: le gonadi (ovaie per le donne, testicoli per gli uomini), i reni e il sistema immunitario. Il colore associato a Svadhishtana è l’arancione. Il senso corrispondente è il gusto. Svadhishtana in sanscrito significa “collocato nel suo proprio posto”. Le sue funzioni principali sono il desiderio, il piacere, la sessualità e la procreazione. La parola chiave associata è IO SENTO. Svadhishtana è in relazione all’elemento acqua e racchiude la capacità di provare emozioni, è connesso con il desiderio di unione sessuale con l’altro e di riproduzione, sovrintende il bisogno di socializzare e di espadere la nostra personalità, l’equilibrio tra il dare e l’avere. Le qualità che lo caratterizzano sono la sensibilità e la creatività.
Il secondo chakra, Svadhishthana, governa il piacere sessuale e mentale. Un buon funzionamento del secondo chakra determina un buon rapporto con se stessi e con il prossimo. Gli istinti primari di sete e fame sono ben regolati. Eventuali scompensi al secondo Chakra possono comportare insufficiente autostima, colpa, vergogna, importanti disequilibri nell’alimentazione, dipendenze, problemi legati alla sessualità e al sistema riproduttivo.

Disequilibrio del Chakra Svadhishtana
Il funzionamento disarmonico di Svadhishtana può portare a impotenza, frigidità, ansia, attacchi di panico, problemi alla prostata, nefrite, disturbi ai reni e alla circolazione, dolori lombari.
Se c’è un funzionamento eccessivo di questo chakra, si manifesteranno ipersensibilità e sbalzi d’umore improvvisi associati a pianto e/o minzione frequenti, mentre il rapporto con l’altro sesso provocherà forti tensioni e insicurezze e si limiterà spesso allo sfogo sessuale, al riparo da ogni coinvolgimento emotivo.
L’incessante ricerca e l’appagamento egoistico caratterizzano le relazioni, che inevitabilmente portano all’insoddisfazione. Il piacere significa innanzitutto capacità di seguire i ritmi naturali dell’organismo senza forzarli: gestire con armonia l’energia sessuale vuol dire saper radicarsi al piacere senza esserne imprigionato, imparare a essere se stessi e provare a orientarsi verso la libertà interiore.
Se invece c’è un funzionamento insufficiente, si avranno disfunzioni sessuali, gonfiori, introversione, tendenza alla solitudine, paura, senso di colpa. Spesso la causa è un’infanzia in cui genitori assenti o avari di affetto hanno represso la spontanea espansione del chakra e la ricettività naturale agli stimoli dei sensi. Il risultato è un adulto incapace di amarsi e di credere nella proprie attrattive, piuttosto freddo e inibito, che preferisce la sfera razionale e intellettuale e rifugge il contatto fisico e i piaceri.
La sensazione è di vuoto e di mancanza di identità, si verifica un’assenza di stimoli e di passioni, mentre dal desiderio di possedere le qualità degli altri nascono invidia e gelosia.

Come Riequilibrare il Chakra Svadhishtana

Per riequilibrare il secondo chakra, la soluzione più semplice consiste nell’effettuare una meditazione sdraiati a terra, a occhi chiusi e col capo rivolto a ovest, appoggiando direttamente i cristalli sulla pelle nuda tra l’ombelico e l’osso pubico. Si possono utilizzare cristalli di rocca per potenziare l’effetto delle pietre, tenendoli in mano o disponendoli in cerchio intorno al corpo, con le punte rivolte al centro. Scaricare e sciacquare le pietre sotto l’acqua fredda dopo l’uso. Le pietre correlate al secondo chakra sono: agata di fuoco, calcedonio rosso, calcite arancione, corniola, giada, opale di fuoco, pietra di luna, zircone arancione. Esistono anche suoni abbinati al secondo chakra che possono anche essere usati come accompagnamento per la meditazione e/o per eseguire un massaggio delicato e circolare in senso orario con 20 ml di olio di sesamo e poche gocce di olii essenziali specifici per il secondo chakra. Gli oli essenziali correlati al secondo chakra sono l’ olio essenziale di ylang-ylang, gelsomino, bergamotto, petit grain. Sono ottimi anche la cromoterapia, il massaggio ayurvedico (in particolare il pranico keraliano), alcune tecniche yoga o di tai chi chuan. Esistono infine esercizi specifici per riportare in equilibrio i chakra; si tratta di movimenti codificati in tempi antichi conosciuti come i 5 tibetani, intrinsecamente collegati alla dottrina dei chakra.

3 CHAKRA Manipura
Il chakra è situato nella zona del plesso solare, tra l’ombelico e lo sterno. Gli organi associati al chakra Manipura sono: lo stomaco, il pancreas, il fegato, la cistifellea, la milza e l’intestino tenue, denti e unghie.Il senso corrispondente è l’olfatto. Il colore associato al terzo chakra Manipura è il giallo. Manipura in sanscrito significa “la città del gioiello splendente”. Le sue funzioni principali sono l’azione, la volontà, il potere e l’affermazione personale. La parola chiave associata è IO POSSO. Manipura è il terzo chakra ed è in relazione all’elemento fuoco e racchiude la forza e la capacità di trasformare la materia in energia: è la sede dell’ego ed è connesso con la realizzazione dei propri desideri, sovrintende il controllo e l’accettazione. È associato alla nostra comprensione intuitiva di ciò che siamo e al modo in cui ci rapportiamo agli altri e all’ambiente in cui viviamo, all’accettazione dei nostri bisogni. Le qualità che lo caratterizzano sono la sicurezza, la spontaneità, l’individualità e la collaborazione.
Il terzo chakra, Manipura rappresenta l’identità (ego) e la volontà dell’essere umano. Un buon funzionamento del terzo chakra determina autostima, responsabilità del se e forza di volontà. L’individuo si sente di avere un proprio spazio nel disegno globale. Eventuali scompensi al terzo Chakra possono comportare scarsa autostima, basso livello di energia mentale, facilità ad essere influenzati o viceversa tendere ad imporsi con forza sul prossimo.

Disequilibrio del Chakra Manipura
Il funzionamento disarmonico di Manipura può portare problemi al sistema digestivo (ulcera, gastriti), ernia iatale, ai denti e alle gengive, diabete, depressione, cirrosi, iperattività, aggressività ed egocentrismo.
Se c’è un funzionamento eccessivo di questo chakra, dal punto di vista psicologico si manifestano prepotenza e ipercriticismo, si è dominati dalla competitività e dalla sete di potere, si cerca di controllare e di manipolare gli altri. La determinazione a essere sempre al centro dell’attenzione porta a ricoprire un ruolo di leader in ogni situazione con autoritarismo. Le emozioni tendono a bloccarsi per poi esplodere all’improvviso, si perdono di vista i valori familiari e amicizia. A livello astronomico Manipura rappresenta la trasformazione dagli atomi d’idrogeno nelle stelle, mentre nel microcosmo umano le funzioni digestive e gli ormoni prodotti dal pancreas (insulina e glucagone) sono fondamentali per metabolizzare e assimilare il mondo extraindividuale, rendendo disponibile l’energia degli zuccheri e dei carboidrati sotto forma di carburante per il corpo e di forza interiore per l’anima. La relazione con il mondo va gestita con modestia e moderazione, gli eccessi di avidità alterano l’equilibrio, compromettono la funzionalità dell’organismo e manifestano la malattia.
Se invece c’è un funzionamento insufficiente, si manifesta isolamento, scarsa fiducia nelle proprie possibilità, sentimento di impotenza, inadeguatezza, nervosismo. L’individuo vede un ostacolo in qualunque evento ma non fa il minimo tentativo per superarlo.
La prima reazione è un senso di smarrimento, un desiderio di fuga per mettersi al riparo dal rischio e una tendenza alla depressione. Il soggetto avrà come obiettivo principale l’essere accettato e benvoluto dagli altri e per raggiungere questo scopo negherà se stesso per conformarsi al pensiero delle persone a cui desidera piacere.
Il corretto funzionamento dello stomaco prevede la capacità di accogliere, di proteggere se stessi e di esprimere l’aggressività in modo costruttivo. Se si “digeriscono” i sentimenti verso l’interno piuttosto che verso l’esterno siamo in presenza di un processo autodistruttivo che corrode le pareti dello stomaco.

Come Riequilibrare il Chakra Manipura
Per riequilibrare il terzo chakra, la soluzione più semplice consiste nell’effettuare una meditazione sdraiati a terra, a occhi chiusi e col capo rivolto a sud, appoggiando direttamente i cristalli sulla pelle nuda nella zona tra l’ombelico e lo sterno. Si possono utilizzare cristalli di rocca per potenziare l’effetto delle pietre, tenendoli in mano o disponendoli in cerchio intorno al corpo, con le punte rivolte al centro. Scaricare e sciacquare le pietre sotto l’acqua fredda dopo l’uso.
Le pietre correlate al terzo chakra sono: agata gialla, ambra, berillo dorato (eliodoro e crisoberillo), calcedonio giallo, calcite gialla, occhio di tigre, pirite, quarzo citrino, quarzo rutilato, topazio.
Esistono anche suoni abbinati ai chakra che possono anche essere usati come accompagnamento per la meditazione e/o per eseguire un massaggio delicato e circolare in senso orario con 20 ml di olio di sesamo e poche gocce di olii essenziali specifici per il terzo chakra.
Gli oli essenziali correlati al terzo chakra sono olio essenziale di arancio dolce, finocchio dolce, geranio, ginepro, lemongrass (citronella), menta, pompelmo, zenzero.
Sono ottimi anche la cromoterapia, il massaggio ayurvedico (in particolare il pranico keraliano) e alcune tecniche yoga o di tai chi chuan. Esistono infine esercizi specifici per riportare in equilibrio i chakra; si tratta di movimenti codificati in tempi antichi conosciuti come l’esercizio dei 5 tibetani, intrinsecamente collegati alla dottrina dei chakra.

4 CHAKRA Anahata
Il quarto chakra, ovvero Anahata, è situato nella zona dello sterno, davanti, e tra le scapole, dietro. Gli organi corrispondenti sono: il cuore e il sistema circolatorio, i polmoni, il timo, gli arti superiori e le mani. I colori associati al quarto chakra sono il rosa e il verde. Il senso corrispondente è il tatto. Anahata in sanscrito significa “non colpito”. Le sue funzioni principali sono l’amore, la compassione, la pazienza e l’umiltà. La parola chiave associata è IO AMO. Anahata è in relazione all’elemento aria e racchiude la trasformazione e la guarigione di sé e degli altri. È associato alla nostra capacità di sentire l’amore puro e incondizionato, di entrare in sintonia a livello empatico con tutto ciò che esiste e di coglierne la bellezza e la perfezione, nonché di sapersi prendere cura di se stessi e degli altri.
Anahata ci chiede consapevolezza ed equilibrio nella percezione delle relazioni e nel rapporto con l’ambiente. Scopriamo che alla base dell’amore incondizionato c’è l’accettazione di noi stessi, così come siamo, e degli altri, senza volerli cambiare. Il cambiamento può avvenire soltanto in noi stessi, quando avremo riconosciuto tutti i nostri aspetti, liberato il cuore dalle sue cicatrici, dai traumi affettivi emozionalmente repressi, e intrapreso un percorso di guarigione e di crescita personale.
Attraverso il quarto chakra entrano in collegamento i tre chakra inferiori (legati alla terra) con i tre superiori (legati al cielo), il corpo con la mente, la realizzazione materiale con quella spirituale: Anahata è l’armonia degli opposti, l’asse centrale del Cosmo.
Il quarto chakra, Anahata, rappresenta l’Amore incondizionato. Un buon funzionamento del quarto chakra determina la capacità di saper Amare: sia donare Amore che ricevere Amore, inoltre permette l’accettazione e la comprensione degli eventi della vita. Al massimo sviluppo di questo chakra si giunge alla Compassione Cristica.
Eventuali scompensi al quarto Chakra possono comportare chiusura, incapacità di provare emozioni, fuga dall’Amore e dalle sue manifestazioni, gelosia, depressione, incapacità di lasciarsi il passato alle spalle.

Disequilibrio del Chakra Anahata

Il funzionamento disarmonico di Anahata può portare a patologie cardiache e polmonari, infarto, pressione alta, insonnia, asma.
Se c’è un funzionamento eccessivo di questo chakra, sul piano fisico si potranno avere senso di costrizione a livello del torace, difficoltà di respirazione, aritmie, tachicardia e palpitazioni, peraltro senza riscontro negli esami clinici. Dal punto di vista psicologico, l’investimento emotivo è talmente esagerato da provocare ansia: il desiderio di dare è intenso, ma non è mai completamente disinteressato. Si tende ad amare gli altri in funzione dei riconoscimenti e della gratitudine che si possono ottenere in cambio, a incolparli delle proprie sofferenze nel momento in cui le proprie aspettative non si realizzano, ad esprimere sentimenti d’odio, rancore e gelosia.
Se invece c’è un funzionamento insufficiente, a livello fisico si evidenzierà un cattivo funzionamento del diaframma, insieme a problemi respiratori e cardiaci, mentre dal punto di vista psicologico si tenderà a essere dispiaciuti per se stessi, paranoici, indecisi, avere paura di lasciarsi andare o di farsi male, ci si sentirà indegni di amore e pieni di dubbi sulle proprie capacità.
Il primo sintomo di una carenza di Anahata è quello di abbattersi senza motivo, il secondo è il rifiuto di farsi toccare, di ricevere manifestazioni d’affetto. Chiuso, all’apparenza freddo, indifferente, ma in fondo estremamente vulnerabile, l’individuo appare sempre sulla difensiva: vorrebbe dare amore, ma il terrore di essere respinto lo blocca, facendolo sentire ancora più inadeguato.
L’aria è il movimento, l’invisibile, e rappresenta l’essenza stessa della vita: si respira bene quando si ha il coraggio di accogliere l’energia e di affrontare il rischio di esplodere, di gridare e di ribellarsi alle limitazioni delle condizioni in cui si vive. Il funzionamento corretto dei polmoni presuppone l’umiltà di offrire se stessi al mondo e la fiducia di lasciar andare, lasciare uscire il respiro senza la paura del vuoto, della morte, della privazione, della solitudine e dell’abbandono.

Come Riequilibrare il Chakra Anahata
Per riequilibrare il quarto chakra, la soluzione più semplice consiste nell’effettuare una meditazione sdraiati a terra, a occhi chiusi e col capo rivolto a est, appoggiando direttamente i cristalli sulla pelle nuda nella zona dello sterno. Si possono utilizzare cristalli di rocca per potenziare l’effetto delle pietre, tenendoli in mano o disponendoli in cerchio intorno al corpo, con le punte rivolte al centro. Scaricare e sciacquare le pietre sotto l’acqua fredda dopo l’uso.
Le pietre correlate al quarto chakra sono: agata verde e rosa o muschiata, amazzonite, avventurina, calcedonio ramato e rosa, calcite verde e rosa, crisocolla, crisoprasio.
E ancora: dioptasio, giada, malachite, moldavite, olivina, quarzo rosa, rodocrosite, rodonite, smeraldo.
Esistono anche suoni abbinati ai chakra che possono anche essere usati come accompagnamento per la meditazione e/o per eseguire un massaggio delicato e circolare in senso orario con 20 ml di olio di sesamo e poche gocce di olii essenziali specifici per il quarto chakra.
Gli oli essenziali correlati al quarto chakra sono l’olio essenziale di cipresso, legno di rosa, melissa, neroli, verbena, pino, rosa damascena.
Sono ottimi anche la cromoterapia, il massaggio ayurvedico (in particolare il pranico keraliano) e alcune tecniche yoga o di tai chi chuan. Esistono infine esercizi specifici per riportare in equilibrio i chakra; si tratta di movimenti codificati in tempi antichi conosciuti come i 5 tibetani, intrinsecamente collegati alla dottrina dei chakra.

5 CHAKRA Vishudda
Gli organi corrispondenti sono: la trachea, la gola, le corde vocali, il naso, le orecchie, le ghiandole endocrine della tiroide e delle partiroidi.
Il senso corrispondente è l’udito. Il colore associato a Vishudda è l’azzurro. Il quinto chakra è situato nella zona della gola, all’incrocio delle ossa della clavicola, con il vertice nella terza vertebra cervicale (C3). Vishudda in sanscrito significa “puro”. Le sue funzioni principali sono la comunicazione, l’espressione creativa, la diplomazia e la sincerità. La parola chiave associata è IO COMUNICO. Vishudda è in relazione all’elemento etere e all’energia del suono e racchiude la capacità di ascoltare se stessi e gli altri, di esprimere i propri pensieri e le proprie emozioni attraverso la voce e tutti gli altri tipi di linguaggio. Il linguaggio è associato all’azione di vivere il proprio lato creativo, permette di creare strutture nuove e di metterle in relazione tra di loro in modo da organizzare il flusso della coscienza. Il quinto chakra ci porta a trascendere i nostri limiti e a dare vita a nuove possibilità e nuove opportunità, a diventare i creatori della nostra realtà, gli attori principali della nostra rivoluzione personale.
Con l’energia di Vishudda siamo in grado di sentire e di riconoscere il ritmo perfetto che ci connette con l’Universo e con noi stessi. Comunicare significa partecipare alla collettività, entrare in contatto con gli altri usando la vibrazione del cuore del quarto chakra. Elaborando il nostro amore per la vita e usando il vuoto, lo spazio etereo che è anche assenza del giudizio, riusciamo a esprimerci in modo tale da essere compresi, a stabilire relazioni e a unire attraverso i nostri pensieri, le nostre parole e le nostre azioni. Vishudda ci chiede consapevolezza e responsabilità nei riguardi delle nostre necessità e dei nostri ritmi interiori, di padroneggiare noi stessi e sviluppare allo stesso tempo elasticità mentale, di uscire dal nostro ego ed entrare nella dimensione della coscienza e dell’espansione verso gli altri. Il quinto chakra quando è in equilibrio dona una voce dolce, un atteggiamento diplomatico e tatto nell’avvicinarsi alle persone con considerazione e generosità: tutto ciò che dice va dritto al cuore e l’individuo acquista carisma e magnetismo.
Il quinto chakra, Vishuddha rappresenta la capacità di esprimersi, di comunicare e caratterizza la creatività dell’individuo. Un buon funzionamento del quinto chakra determina una buona comunicazione e capacità di ascolto, inoltre l’essere umano è particolarmente creativo. Eventuali scompensi al quinto Chakra possono comportare difficoltà di espressione e di ascolto, timidezza, problemi alla gola e sistemi associati, lentezza nel metabolismo e soventemente l’individuo tende ad essere particolarmente bugiardo.

Disequilibrio del Chakra Vishudda
Il funzionamento disarmonico di Vishudda può portare ad affezioni alle vie respiratorie (raffreddore, sinusite, tracheite, laringite, faringite), otiti, disturbi alla tiroide, problemi all’udito, rigidità cervicale. Se c’è un funzionamento eccessivo di questo chakra, a livello fisico si possono generare difficoltà ad ingoiare, mal di gola, ipertiroidismo, afonia ricorrente, infezioni alle orecchie, mancanza di equilibrio, vertigini, dolore alle mascelle e tensione al collo e alle spalle.
Invece sul piano psicologico l’individuo manifesta prolissità, incapacità di sintesi e di ascolto del prossimo, estrema velocità di parola, impulsività, impazienza e iperattività: lo caratterizzano rabbia, orgoglio e senso di superiorità, dogmatismo, autoritarismo e fanatismo.
Se invece c’è un funzionamento insufficiente, si possono riscontrare sul piano fisico ipotiroidismo, stress, infezioni croniche alla gola.
Invece su quello psicologico l’individuo non riuscirà a riflettere sulle proprie emozioni, avrà paura di parlare, difficoltà a esprimersi e a tirare fuori la voce, manifesterà timidezza e sentirà di non avere il diritto di dire e di ascoltare la verità, negando il diritto di esistere alla propria interiorità. La tendenza è a sfuggire il contatto sociale, a chiudersi nel mondo mentale, a non fidarsi di nessuno e a essere a sua volta bugiardo con se stesso e con gli altri. Non avendo abbastanza autostima per credere alle proprie intuizioni, lo caratterizzano indifferenza, pigrizia, introversione e opposizione al cambiamento.

Come riequilibrare il Chakra Vishudda
Per riequilibrare il quinto chakra, la soluzione più semplice consiste nell’effettuare una meditazione seduti con la schiena dritta, a occhi chiusi, tenendo i cristalli a contatto della pelle nella zona della gola.
Si possono utilizzare cristalli di rocca per potenziare l’effetto delle pietre, tenendoli in mano o disponendoli in cerchio intorno al corpo, con le punte rivolte al centro. Scaricare e sciacquare le pietre sotto l’acqua fredda dopo l’uso. Le pietre correlate al quinto chakra sono: acquamarina, agata blu, amazzonite, azzurrite, calcedonio blu, calcite blu, celestina, crisocolla, lapislazzuli, opale, sodalite, turchese, zaffiro.
Esistono anche suoni abbinati ai chakra che possono anche essere usati come accompagnamento per la meditazione e/o per eseguire un massaggio delicato e circolare in senso orario (alla base del cranio e al centro dell’incavo del collo) con 20 ml di olio di sesamo e poche gocce di olii essenziali specifici per il quinto chakra.
Gli oli essenziali correlati al quinto chakra sono l’olio essenziale di alloro, camomilla, eucalipto, lavanda.
Sono ottimi anche la cromoterapia, il massaggio ayurvedico (in particolare il pranico keraliano) e alcune tecniche yoga o di tai chi chuan.
Esistono infine esercizi specifici per riportare in equilibrio i chakra; si tratta di movimenti codificati in tempi antichi conosciuti come i 5 esercizi tibetani, intrinsecamente collegati alla dottrina dei chakra.

6 CHAKRA Ajna
I colori associati ad Ajna sono l’indaco e il viola. Il sesto chakra è situato nella zona tra le sopracciglia, nella parte anteriore della testa, e dietro la fronte, in quella parte posteriore. Gli organi corrispondenti sono: gli occhi, la ghiandola pituitaria o ipofisi, il sistema ormonale e il sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale).
Il senso corrispondente è il sesto senso. Ajna in sanscrito significa “percepire”. Le funzioni principali del sesto chakra sono la visione, l’intuizione, l’immaginazione creativa e la chiarezza. La parola chiave associata è IO VEDO. Ajna è in relazione allo spirito e all’energia della luce e racchiude la capacità di superare il proprio ego e di sintonizzarsi con il proprio Sé superiore. Il sesto chakra esercita il controllo della coscienza ed è il centro di elaborazione delle percezioni sensoriali in immagini mentali coerenti e di comprensione delle energie sottili che collegano l’eterico con il fisico.
Ajna è la sede del terzo occhio, che nasce dalla fusione delle due visioni separate degli occhi fisici e può vedere oltre il velo della forma e dell’apparenza: permette di “guardare senza guardare”, di allargare i nostri orizzonti, di sviluppare la concentrazione e l’intuizione, di creare e proiettare immagini armoniche grazie a una visione armonica interiore.
Con l’energia di Ajna siamo più consapevoli di noi stessi, vediamo la realtà con chiarezza per quello che è, senza il condizionamento della proiezione dei nostri desideri e dei nostri bisogni, di percepire che tutto è qui e ora, come dovrebbe essere, perfetto in questo istante. Vedere con occhi chiari significa vedere oltre i contenuti della coscienza, oltre il magazzino karmico di pensieri, parole e azioni rielaborate dalla mente in idee, giudizi e opinioni personali.
Quando l’osservatore non si confonde più con l’oggetto osservato, allora è in grado di cambiare il modo di osservazione e l’oggetto stesso e, se agisce in armonia con il quarto chakra, quello del cuore, di liberare la sua energia creatrice e guaritrice. Se il sesto chakra è equilibrato e aperto, la mente è attiva, si è padroni di se stessi, si superano gli attaccamenti materiali e la paura della morte, si purificano i sei sensi e si ampliano le percezioni extrasensoriali.
Il sesto chakra, Ajna, è la sede della visione interiore e dell’intuizione e determina l’equilibrio psico-spirituale umano. Un buon funzionamento del sesto chakra determina una grande capacità mentale, mnemonica, intuitiva e psichica. Alla massima espansione l’individuo può sviluppare grandi capacità intuitive e oniriche (fino alla chiaroveggenza). Eventuali scompensi al sesto Chakra possono comportare turbe psichiche e mentali, confusione, allucinazioni, sonno disturbato, difficoltà visive. Inoltre l’individuo è incapace di comprendere il significato di ciò che lo circonda, tende a vivere in modo “automatico” la vita come se non fosse realmente lui ad esserne partecipe.

Disequilibrio del Chakra Ajna
Il funzionamento disarmonico di Ajna può portare a mal di testa, problemi alla vista e neurologici, stanchezza, insonnia, disagi e disturbi psicoemotivi.
Se c’è un funzionamento eccessivo di questo chakra, a livello fisico la conseguenza più frequente è la “pesantezza di testa”.
Invece sul piano psicologico l’individuo manifesta un’accentuazione delle facoltà intellettuali rispetto a tutti gli altri piani dell’esistenza, impazienza, egoismo, autoesaltazione, ambizione di potere e mancanza di responsabilità. L’analisi è obiettiva e penetrante, ma domina l’arroganza e il disprezzo degli altri, oppure il lavoro mentale è talmente esasperato che esilia dal mondo e provoca ipersensibilità, difficoltà a relazionarsi con gli altri, disattenzione, confusione tra realtà e immaginazione, allucinazioni, incubi.
Se invece c’è un funzionamento insufficiente, si possono riscontrare sul piano fisico problemi alla vista, ipoattività (depressione, apatia, sfiducia, stanchezza cronica) o iperattività mentale (nervosismo, insonnia, scarsa percezione delle sensazioni del corpo e delle emozioni del cuore).
Invece su quello psicologico l’individuo manifesta scarsa memoria, eccessive preoccupazioni e paure, rigidità, materialismo, sensazione di inutilità: è il caso degli scienziati attaccati ai loro principi e a tutto ciò che è direttamente percepibile con i sensi fisici, misurabile e controllabile.
Anche chi ha trovato ostacoli nell’espressione della propria sensibilità (ad esempio a causa di un’educazione rigida) arriverà a non sentire più nulla, ad avere difficoltà a sognare e a percepire un futuro per sé, soprattutto a essere convinto di non avere il diritto di vedere la verità, con il conseguente rifiuto di tutto ciò che è immateriale o spirituale, mentre tenderà a vivere in illusioni e in mondi fittizi dove poter stare bene.

Come Riequilibrare il Chakra Ajna
Per riequilibrare il sesto chakra, la soluzione più semplice consiste nell’effettuare una meditazione sdraiati a terra e a occhi chiusi, braccia e gamba allargati a stella, appoggiando direttamente i cristalli sul terzo occhio. Si possono utilizzare cristalli di rocca per potenziare l’effetto delle pietre, tenendoli in mano o disponendoli in cerchio intorno al corpo, con le punte rivolte al centro. Scaricare e sciacquare le pietre sotto l’acqua fredda dopo l’uso.
Le pietre correlate al sesto chakra sono: ametista, fluorite, labradorite, lapislazzuli, moldavite, opale, sodalite, zaffiro, zircone.
Esistono anche suoni abbinati ai chakra che possono anche essere usati come accompagnamento per la meditazione e/o per eseguire un massaggio delicatissimo e circolare in senso orario (al centro della fronte) con 20 ml di olio di sesamo e poche gocce di olii essenziali specifici per il sesto chakra.
Gli oli essenziali correlati al sesto chakra sono l’ olio essenziale di angelica, anice, elicriso, salvia. Sono ottimi anche la cromoterapia, il massaggio ayurvedico (in particolare il pranico keraliano) e alcune tecniche yoga o di tai chi chuan. Esistono infine esercizi specifici per riportare in equilibrio i chakra; si tratta di movimenti codificati in tempi antichi conosciuti come i 5 tibetani, intrinsecamente collegati alla dottrina dei chakra.


7 CHAKRA Sahasrara

Sahasrara è il settimo chakra, che ci collega con l’energia universale: attraverso di esso è possibile arrivare alla Luce di conoscenza e di consapevolezza del proprio essere, di serenità e di percezione dell’Unità nel Tutto. Il chakra è situato al vertice della testa e non è legato a nessun senso fisico. L’organo corrispondente è la ghiandola pineale o epifisi. Il colore associato a Sahasrara è il bianco, che racchiude in sé tutti i colori. Sahasrara in sanscrito significa “dai mille petali”: è infatti rappresentato come uno splendente fiore di loto con mille petali, sui quali sono scritte tutte le lettere dell’alfabeto sanscrito ripetute venti volte. Le funzioni principali del settimo chakra sono la comprensione, la transcendenza, il pensiero e la volontà spirituale. La parola chiave associata è IO SO. Sahasrara rappresenta il punto di arrivo del viaggio intrapreso a partire da Muladhara, che mette in connessione l’essere umano dalla Madre Terra al divino. Secondo il principio dell’ermetismo “Ciò che è in basso è come ciò che è in alto”, allo stesso modo i sei chakra inferiori si riflettono tutti nel settimo, anche detto “chakra della corona”. Il settimo chakra è in relazione alla fonte dell’energia pura e universale e corrisponde alla comprensione dei misteri della nascita e della morte: in esso si trova il canale dell’Illuminazione, della Verità e della Realizzazione, una limpida corrente che pulisce in profondità e fa emergere saggezza, compassione e forza vitale. Con l’energia di Sahasrara siamo così in grado di partire da una conoscenza oggettuale e arrivare a una conoscenza trascendentale: mentre aumenta la profondità di comprensione, diminuisce la necessità di rappresentazione, da osservatori diventiamo l’osservazione stessa e ci trasformiamo in pensiero puro. Quando il settimo chakra è equilibrato, raggiungiamo il livello più alto della coscienza, siamo capaci di trascendere il dualismo e la separazione tra interno ed esterno, microcosmo e macrocosmo e di lasciare che le cose accadano attraverso di noi. Il settimo chakra, Sahasrara determina la consapevolezza universale e pura, è il collegamento tra umano e divino. Le energie elaborate dal settimo chakra hanno influenza su tutto il sistema “Essere Umano”. Un buon funzionamento del settimo Chakra determina la capacità di maturare in saggezza attraverso le esperienze proprie ed altrui, inoltre determina il grado di empatia nell’individuo. Ogni aspetto della vita viene compreso per ciò che è al di là di dogmi e imposizioni. Ai più alti livelli di apertura del settimo chakra si parla proprio di capacità di trascendere i limiti umani, qualunque essi siano. Eventuali scompensi al settimo Chakra possono comportare chiusura mentale, paura della morte e attaccamento al materiale.

Disequilibrio del Chakra Sahasrara
Il funzionamento disarmonico di Sahasrara può portare a mal di testa, confusione mentale, fobie e psicosi di vario genere, ma non ci sono patologie specifiche legate a questo centro energetico, che può essere più o meno sviluppato in relazione al cammino spirituale dell’individuo. L’energia che elabora è intensa e potente e ha effetti su tutti i tessuti e le funzioni dell’organismo.
In caso di chiusura o funzionamento insufficiente, dal punto di vista psicologico si può riscontrare attaccamento alle cose terrene, rigidità, insoddisfazione e superficialità. L’individuo è scollegato dalla percezione dell’esistenza eterna e dal potere della vita e temerà la morte come il nulla e la fine. Soprattutto sentirà di non aver il diritto di conoscere, imparare ed evolvere, restando separato dal Tutto e dall’Unità.

Come Riequilibrare Sahasrara

Per sviluppare e riequilibrare il settimo chakra non ci sono soluzioni semplici, ma si parte da una scelta profonda: si può iniziare a prendere un primo contatto con la propria spiritualità in molti modi, ad esempio con una meditazione potenziata da cristalli di rocca (la pietra per eccellenza per questo chakra), che si possono tenere in mano o disporre in cerchio intorno al corpo, con le punte rivolte verso il centro. Scaricare e risciacquare le pietre sotto l’acqua fredda dopo l’uso.
Le pietre correlate al settimo chakra sono: ametista, calcite trasparente, cristallo di rocca, diamante, fluorite, labradorite, moldavite, pietra di luna.
Esistono anche suoni abbinati ai chakra che possono anche essere usati come accompagnamento per la meditazione e/o per eseguire un massaggio delicatissimo e circolare in senso orario (sulla testa) con 20 ml di olio di sesamo e poche gocce di olii essenziali specifici per il settimo chakra.
Gli oli essenziali correlati al settimo chakra sono l’olio essenziale di incenso, mirra, vetiver. Sono ottimi anche la cromoterapia, il massaggio ayurvedico (in particolare il pranico keraliano) e alcune tecniche yoga o di tai chi chuan. Esistono infine esercizi specifici per riportare in equilibrio i chakra; si tratta di movimenti codificati in tempi antichi conosciuti come i 5 tibetani, intrinsecamente collegati alla dottrina dei chakra.

Riequilibrare i Chakra
Questi esercizi sono finalizzati a ripristinare il flusso dell’energia, riequilibrando i chakra. Per riequilibrare i chakra inizieremo da una pratica di apertura dei canali energetici delle mani. Questa servirà a preparare il corpo a sentire meglio le successive posizioni e a generare quel senso di benessere che invoglia a proseguire. Ogni esercizio va svolto con grande cura, prestando attenzione al respiro che è parte integrante di essi. Non portatevi mai fino alla soglia del dolore. La sensazione da provare durante la pratica deve essere di piacevole distensione ed allungamento. Se una posizione provoca disagio o fastidio smettete subito e riprovate un altro giorno.
Ricordate che l’obiettivo di questi esercizi è ripristinare l’ equilibrio e stare bene, e non sfidare se stessi!
Con il tempo sentirete l’ esigenza di stirarvi in modo più intenso, perchè questo vi farà piacere e sarete in grado di farlo senza danneggiare il vostro corpo. Imparate a pensare al corpo non come un nemico da combattere e vincere, ma alla vostra casa di cui dovete prendervi cura con rispetto e amore. I risultati non tarderanno ad arrivare!

Esercizi di preparazione
Esercizio per l’ energia e la consapevolezza. Siedi comodamente, avendo cura di tenere la schiena dritta e le spalle aperte e abbassate. Metti le mani una di fronte all’altra, il pollice sinistro tocca la mano destra. Concentrati nella zona dove il pollice tocca la mano. Rilassati e percepisci una corrente calda in quel punto. Senti il flusso di energia. Allontana le mani una dall’ altra di qualche centimetro, poi riavvicinale, quasi come per pregare. Allontanale e riavvicinale per 3 volte. Senti l’ energia che scorre tra le due mani. Dovresti avvertirla come un lieve formicolio, o una sensazione di aria calda tra le due mani. Immagina che tra le mani si crei una palla di luce calda e vibrante, puoi percepirla nei toni dell’arancio e del giallo, concentrati su di essa. Dovresti arrivare a sentire una pulsazione che passa tra le mani. Lascia che attraversi anche le braccia, raggiungendo le spalle. Senti questa pulsazione che attraversa tutto il corpo e lo rinvigorisce.

Apertura dei Chakra delle Mani
Strofinare vigorosamente le mani per 30 secondi. Mettere i palmi uno contro l’ altro e sentire la corrente energetica. Ripetere 3 volte Aprire e chiudere le mani a pugno 30 volte velocemente poi portare le braccia in avanti con i palmi rivolti verso l’alto e assorbite l’energia dall’esterno immaginando che vi riempia tutto il corpo L’ apertura dei chakra delle mani ha il vantaggio di poter essere praticata in qualunque momento della giornata. Non porta via che un minuto, ma vi dona una sensazione di energia impagabile.
Mignolo = chakra del cuore
Anulare = chakra del terzo occhio
Medio= chakra del Plesso Solare
Indice = chakra della gola
Pollice = chakra del sacro
Giunzione del polso= chakra della radice
Centro del palmo= chakra della corona.
Le dita delle mani hanno una stretta connessione con i chakra, in quanto hanno in sè i punti di apertura dei meridiani interessati Le mani possono anche raccontare lo stato di equilibrio del vostro corpo. Il canale di destra veicola l’ energia fisica e mentale attiva, quello di sinistra l’energia emotiva e ricettiva passiva. Sole e luna, quando le due energie sono in equilibrio ti senti fisicamente e mentalmente a posto. È possibile sentire ‘lo stato di equilibrio di queste due energie mettendo le mani insieme, palmo contro palmo, Puoi cercare di percepire quale dei due lati è più caldo e cercare di riequilibrare. Troppo caldo vuol dire un livello di energia troppo alto da riequilibrare con il lato opposto. Per ristabilire l’equilibrio, bisogna far salire l’energia del lato opposto, e spingere verso il basso l’energia del lato caldo. Di seguito i passaggi per il riequilibrio: Mettere la mano più calda a coppa rivolta verso l’altra. Immaginate di sollevare l’ energia dal chakra della radice, come se fosse acqua, fino al chakra del terzo occhio. Invertire la mano a coppa e spingere verso il basso l’energia del lato caldo fino al livello del chakra radice. Ripetere per sette volte fin quando entrambe le mani saranno fresche. Le dita e le parti delle tue mani sono i sensori dei chakra; ogni dito corrisponde ad un chakra (Nel sistema dei chakra inferiori). Ogni chakra ha un lato sinistro e destro. Il lato destro è l’aspetto maschile del chakra, e il lato sinistro, l’aspetto femminile.

Pulizia dei Chakra
Fa bene far entrare nei chakra la luce del Sole mattutino e i profumi dei fiori. Per chi pratica yoga o si sta avvicinando alla disciplina, un toccasana per i chakra è il “saluto al Sole” (Surya Namaskara), tecnica antica che prevede dodici movimenti finalizzati a sbloccare tutti i chakra e a raccogliere la potente energia del Sole. Non dimentichiamo l’effetto dei colori sui chakra; ciascun colore ha un’influenza diversa sul nostro corpo fisico, spirituale e mentale.
Ma ciò che è davvero fondamentale per la pulizia dei chakra è la pulizia interiore. Pensate alla vostra interiorità come a una lampadina; se sulla superficie si deposita polvere, la luce è debole, scarsa. Metaforicamente, la luce è l’energia che consente di accettare le sfide e sfruttare al meglio quel che ogni singolo giorno ha da offrire, mentre la polvere sono i pensieri negativi, le azioni non consone al nostro vero Io, le forze potenti come, ad esempio, la paura, che se non sfruttata in senso reattivo, invalida le azioni e immobilizza gli intenti. Per “tenere la lampadina pulita”, si può dialogare con se stessi (anche ad alta voce) o immaginare di avere un rapporto veramente dialogico con il “divino”, qualsiasi cosa questa parola vi significhi. Bere alcolici in quantità elevata, mangiare carne con una certa frequenza, non praticare attività fisica con regolarità e, in generale, eccessi di cibo, lavoro, sesso o mancanza di sonno e tensione continua: tutto ciò affievolisce l’energia dell’organismo. Infine la meditazione.
La meditazione è una delle tecniche più utilizzate per riequilibrare i Chakra perché oltre ad essere efficace, è anche una modalità semplice e accessibile a tutti, si può ricorrere ad essa praticamente ovunque e in qualsiasi momento si voglia. Sarà sufficiente trovarsi in un luogo dove si possono eseguire i mudra (particolari posizioni delle mani) e ricorrere all’uso della voce per suoni e canti specifici ( Mantra) e potrai riequilibrare i tuoi Chakra con la meditazione.

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