L’ HaTha Yoga

Mi sembrava doveroso fare un post sull’ Hatha Yoga che sto praticando da due mesi circa, visto e considerato che ci sono notevoli tipologie di yoga attualmente, ma questa l’Hatha Yoga è una delle più antiche discipline yogiche.
L’Hatha Yoga è una forma di Yoga basato su una serie di esercizi psicofisici, originati nelle scuole iniziatiche dell’India e del Tibet. Benché sviluppatosi in tempi antichissimi all’interno del subcontinente indiano, dove la religione predominante era quella induista, la pratica dello yoga non è una pratica religiosa, né parte della religione induista, per questo ad oggi molto praticato anche in occidente e varie altre aree del mondo da persone di svariate religioni e provenienze sociali ed etniche.

Significato di Hatha Yoga
« “Ha” significa sole, che è il sole del nostro corpo, cioè l’anima, e “tha” significa luna, che è la nostra coscienza.
L’energia del sole non si attenua mai, mentre la luna svanisce ogni mese e poi di nuovo da luna nuova ridiviene piena.”
Hatha yoga può essere tradotto come yoga dello sforzo/yoga della forza. Entrambi i significati fanno riferimento alla difficoltà delle posizioni in esso praticate. Secondo un’altra interpretazione la parola Hatha deriverebbe dall’unione di Ha – Sole e Tha – Luna, che simboleggerebbe la necessità di unire le polarità per trascenderle nell’Uno.

Origini e filosofia dell’Hatha Yoga
L’Hata yoga è la corrente più conosciuta dello yoga, probabilmente perché quella che meglio si adatta alla struttura e alle necessità psico-fisiche degli occidentali. Assieme a Kundalini, Raja, Laya e Mantra yoga fa parte della corrente dello yoga tantrico, ovvero di quella corrente che sfrutta i sensi per giungere alla realizzazione interiore.
Le origini dell’Hata yoga risalgono alla stesura dei primi Tantra – i testi classici del pensiero induista in cui vengono annoverate le pratiche e le regole di condotta per arrivare alla liberazione – ma la sua sistematizzazione vera e propria si deve al mistico Gorakhnath, vissuto tra l’XI e il XII secolo, fondatore di uno yoga incentrato principalmente su pratiche psico-fisiche.
Nei suoi testi si teorizza che attraverso la rigida disciplina – sadhana – volta al dominio del corpo e al controllo della mente, può essere stimolata la fusione tra il sé individuale e il sé universale, meta ultima dello yoga.

Caratteristiche
Lo Hatha Yoga insegna a dominare l’energia cosmica presente nell’uomo, manifesta come respiro, e quindi a conseguire un sicuro controllo della cosa più instabile e mobile che si possa immaginare, ossia la mente, sempre irrequieta, sempre pronta a distrarsi e a divagare.
In tal maniera lo yoga, influendo insieme sulla vita psichica e su quella fisica dell’individuo, che del resto pensa strettamente congiunte, si propone di compiere una revulsione immediata dal piano dell’esperienza quotidiana, umana e terrena, e di attuare con grande prontezza il possesso della più alta beatitudine. Ecco perché lo Hatha Yoga è anche chiamato “la via celere”.
Chi ne segue le regole non è più un uomo comune ma diventa un Siddha, cioè un uomo perfetto. Uno dei segni ch’egli è un uomo perfetto è appunto lo straordinario dominio sugli elementi, quale si mostra con la pratica del tummò, in virtù della quale l’asceta prova di poter cambiare per suo volere le condizioni stesse della vita.

La pratica
La disciplina proposta dall’Hatha yoga passa attraverso una serie di esercizi fisici (Asana) e respiratori (Pranayama) e tecniche di Meditazione. La centralità è comunque posta sull’esercizio fisico, sulle asana, che in questo tipo di yoga sono particolarmente difficili e necessitano di uno sforzo supplementare per essere realizzate.
L’idea dell’Hatha yoga è infatti proprio che, attraverso lo sforzo necessario per imporre al corpo movimenti estremi o al limite della capacità del corpo, l’uomo possa oltrepassare i propri limiti e raggiungere lo stato di fusione con l’assoluto. Allo stesso tempo la ricerca della calma e della rilassatezza anche in posizioni oggettivamente complesse, offrirebbe il terreno più fertile per lo sviluppo di quelle qualità latenti nell’essere umano che possono portarlo al suo pieno sviluppo. Sovente nelle scuole di Hatha yoga di più recente formazione questa visione è stata riveduta per adattarla alle esigenze dell’uomo occidentale, e molte posizioni, le più estreme, non vengono più insegnate.
In alcune scuole si privilegiano posizioni statiche, in altre cicli dinamici di movimenti; nelle più recenti un misto di entrambe. In tutte le scuole il sostegno del respiro durante il movimento – o la staticità della posizione – è fondamentale per raggiungere quel grado di consapevolezza e di controllo necessari affinché la pratica abbia effetto oltre il livello puramente fisico.

Asana
Gli Asana sono posture del corpo con le quali il praticante amplifica le caratteristiche e le attitudini mentali. Ogni postura fa confluire maggiore prana verso specifiche parti del corpo, irradiando le relative nadi ed i chakra interessati. Le posture, quindi, non sono soltanto complessi esercizi ginnici, bensì strumenti per incanalare l’energia nelle diverse parti del corpo.
Perché la pratica di Asana venga eseguita correttamente è necessaria una giusta attitudine del praticante conforme alle otto membra descritte da Patañjali nello Yoga Sūtra.

Pranayama
Il Pranayama è un insieme di tecniche di respirazione che consente l’accumulo e l’utilizzo del prana. Attraverso il controllo del respiro il praticante è in grado di purificare il corpo e la mente.

Meditazione
La meditazione è il settimo degli otto passi descritti dal saggio Patañjali per raggiungere l’unione con Dio. La meditazione è il passo immediatamente precedente al Samadhi, ovvero l’unione del meditante con l’oggetto meditato, l’unione dell’anima individuale con l’Anima universale.

Rilassamento
Le tecniche di rilassamento costituiscono una parte importante dell’Hatha Yoga. Il rilassamento secondo questo tipo di yoga consiste in una pausa rigeneratrice tra un’attività e l’altra ed è una cosa ben diversa dalla pigrizia e dall’ozio, basati invece sul rifiuto del lavoro. Gli esercizi di rilassamento agiscono sia a livello fisico che mentale; seguono generalmente il lavoro effettuato con le posture e gli esercizi di respirazione e costituiscono una premessa alle tecniche di meditazione.

I benefici dell’Hatha yoga
L’Hatha yoga è lo yoga che più di ogni altro agisce su un piano fisico, apportando un effetto benefico rispetto alla scioltezza della colonna vertebrale (ottimo per prevenire e curare il mal di schiena, i dolori cervicali o per chiunque abbia problemi di scoliosi).
Migliora l’elasticità di muscoli e tendini, il controllo e la capacità di ascolto del corpo in generale. Contemporaneamente l’attenzione dedicata alla respirazione contribuisce a donare al corpo maggior vigore e un miglior stato generale di salute.
L’Hatha yoga ha in particolare il pregio di risvegliare la respirazione diaframmatica, dimenticata e poco praticata dalla grande maggioranza delle persone, a causa dei ritmi stressanti di lavoro e della vita frenetica che conduce l’uomo moderno.
Oltre a benefici di carattere più prettamente fisico l’Hatha yoga influisce positivamente anche a livello psichico, favorendo profondi stati di rilassamento e di concentrazione. Saltando oltre il piano fisico, gli esercizi e le asanas dell’Hatha yoga, lavorano a livello delle energie sottili per sbloccare quei ristagni energetici che sono alla base delle principali malattie fisiche e psichiche, lavorando soprattutto in fase preventiva. Importanti benefici si ricavano, ad esempio, nei casi di depressione, insonnia, ansia, crisi di panico.
Inoltre, secondo il complesso sistema di fisiologia energetica sviluppato dalla tradizione induista, l’assunzione delle posizioni insegnate dall’Hatha yoga influirebbe anche sul benessere degli organi interni del corpo, sulla regolazione delle ghiandole endocrine e sul sistema nervoso, contribuendo così a creare le premesse per una salute psico-fisica totale.

I Maestri e le scuole

Svatmarama
Personaggio storico. Discepolo di Gorakhnath vissuto nel XV secolo, è un capostipite a cui si rifanno tutti i moderni maestri di Hatha yoga attingendo al suo Hatha Yoga Pradipika (La lucerna dello Hatha Yoga).

Sivananda
Maestro contemporaneo. Maestro indiano nato nel 1887, dopo avere esercitato per diverso tempo la professione di medico – con cui si valse la fama di professionista dalla profonda umanità – comincia la sua ricerca spirituale che lo porta ai piedi dell’Himalaya, nella città di Rishikesh, dove incontra il suo Guru e inizia così la sua vita da Sannyasin. Sebbene raramente si sia spostato da Rishikesh, i suoi insegnamenti hanno fatto il giro del mondo, anche grazie al suo discepolo Devananda al quale egli affidò il compito di portare lo yoga in occidente. A Rishikesh oggi c’è la sede centrale della Divine Life Society, che è d’ispirazione per moltissimi centri di yoga in tutto il mondo.

Satyananda
Maestro contemporaneo. Discepolo diretto di Swami Sivananda, Satyananda incontra il suo Guru all’età di 19 anni e da allora si dedica anima e corpo alla crescita spirituale. Dopo 12 anni passati a Rishikesh Satyananda intraprende un lungo viaggio attraverso India, Afghanistan, Burna, Nepal e Cylon. Nel 1968 si stabilisce nel Bihar (India) dove fonda l’International Yoga Fellowship movement e la Bihar School of Yoga. Oggi gli insegnamenti e il metodo sviluppato da Satyananda sono seguiti in tutto il mondo ed i suoi discepoli proseguono il lavoro da lui intrapreso.

Curiosità sull’Hatha yoga
A causa del crescente numero di nuovi stili e scuole nati da quando lo yoga è penetrano in occidente, il governo indiano 5 anni fa ha istituito un ente governativo per “brevettare” lo yoga. Questo ente ha il compito di registrare ogni singola posizione yoga di ogni stile o scuola, al fine di dimostrare che gli occidentali, che sembrano sfornare nuovi stili come se piovesse, non si sono inventati niente di nuovo.

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