Animale Totem – Pettirosso

E’ un Animale Totem che appartiene al mondo aereo (Aria/Fuoco).
Si dice che un pettirosso che appare alla finestra annunci l’arrivo del freddo e della neve, questo piccolo animale il cui nome scientifico è Erithacus rubecula è un piccolo uccello canoro europeo passeriforme della famiglia dei Muscicapidae; il suo canto lo si può udire per tutto l’inverno ed è a detta di molti un simbolo di rinascita in quanto per molto tempo fu l’uccello simbolo dell’anno nuovo.
Il pettirosso si nutre soprattutto di insetti e invertebrati, ama infatti vermetti e lumachine, e spesso lo si può scovare attento a seguire degli animali che amano scavare la terra come i cinghiali o le talpe, proprio per la loro golosità di questo cibo e la facilità che hanno nello scovarlo dopo che la terra è stata smossa, è possibile incontrarli anche mentre sono intenti saltellare nei prati magari dietro ad un contadino che zappa la terra. In inverno si accontentano anche di bacche e piccoli frutti. Pur avendo dimensioni ridotte è conosciuto per il suo comportamento spavaldo.È di aspetto paffuto e senza collo. Raggiunge i 14 cm di lunghezza e gli adulti hanno il petto e la fronte colorati di arancio. Il resto del piumaggio è di colore bruno oliva e il ventre bianco sporco. Ai giovani manca la colorazione arancione e sono fortemente macchiettati. Migra a breve raggio, ed è territoriale anche durante lo svernamento, è infatti di indole battagliera e solitaria ed ha un senso di appartenenza territoriale molto spiccato, non ammette minimamente l’intrusione di suoi simili nel proprio territorio. Per dimostrare tutta la sua forza, di solito canta da un punto ben esposto mettendo in vista le rosse piume del petto. Solitamente il maschio e la femmina formano una coppia stabile.
Questo uccellino rotondetto, dai grandi occhioni, Il suo canto melodioso venne imitato da Chopin nel tema principale della “Grande polonaise brillànte” e da ciò è invalsa l’abitudine di chiamare il Pettirosso “Chopin dell’aria. Il pettirosso ha un comportamento imprevedibile, è confidente rispetto all’uomo ed ha attitudini vivaci note a tutti.
Definito comunemente socievole con gli uomini, non si avvicina a tutti. Può mantenersi a distanza, schivo, per poi allontanarsi, cantando. Gli esemplari di città generalmente sono più abituati alla presenza umana e possono anche intrufolarsi dentro casa vostra, se lasciate la finestra aperta. Il simpatico animaletto attira molta attenzione per la vistosa macchia rosseggiante sul petto e forse se ne rende conto anche lui.
Il pettirosso ha anche diversi connotati simbolici, è infatti indicativo di speranza, novità, ottimismo, di armonia, sostenimento e felicità, aiuta a riportare un equilibrio psichico.; nonostante sia un uccellino spesso rissoso e intraprendente, per niente timido e spesso anche sfrontato, viene associato ad immagini di tranquillità e pace, forse perchè arriva in inverno, quando tutto è coperto dalla neve che ovatta i suoni e l’unico che si sente cinguettare in giro è proprio lui. Sostiene chi ha subito traumi. Buon genitore. Nuova crescita in vari settori.
Il pettirosso, antico simbolo dell’anno nuovo, è colui che facilita il passaggio dall’inverno alla rinascita. Ecco anche perché una credenza di origine romagnola associa la migrazione dei pettirossi all’arrivo della neve. Alcuni lo associano all’imprevedibilità e della riservatezza, forse perchè canta solitario.
Il pettirosso è espressione di gioia e di amore per la vita. Con il suo canto egli sottolinea l’armonia della natura ed, al tempo stesso, rifugge ogni vibrazione negativa o disarmonica, poiché è orientato verso la bellezza. La “magia” del pettirosso, a detta dei nostri shamani, sarebbe insita nella sua capacità di aprire i cuori grazie al suo canto (le vecchie comari sostengono che le piume di pettirosso siano utili a creare “filtri d’amore”, ma credo che difficilmente un alchimista si direbbe d’accordo) esso sembrerebbe estraneo alle cure del mondo e la sua vita è un interrotto inno alla gioia. Dunque le persone dotate della forza del pettirosso possiederebbero inclinazioni simili, portati all’equilibrio ed alla felicità, aiuterebbero volentieri anche gli altri a sviluppare le proprie capacità in armonia e bellezza. Inutile dire che il pettirosso trova consensi tra i bardi come tra le giovani donne (che con l’andare degli anni cercano di trasmettere la loro positività agli altri).

O pettirosso, canta,
che è nel canto il segreto dell’eternità!
Avrei voluto essere come sei tu,
libero da prigioni e catene..
Avrei voluto essere come sei tu…
anima che si libra sulle valli
libando la luce come vino da ineffabili coppe.
Avrei voluto essere come sei tu,
innocente, pago e felice,
ignaro del futuro e immemore del passato…
Avrei voluto essere come sei tu,
per la tua bellezza, la tua leggiadria
e la tua eleganza,
con le ali asperse della rugiada
che regala il vento.
Avrei voluto essere come sei tu,
un pensiero che fluttua sopra la terra
ed effondere i miei canti
tra la foresta e il cielo…
O pettirosso, canta,
dissipa l’ansia ch’io sento!
Io odo la voce che è dentro la tua voce
e sussurra al mio orecchio segreto.

~ Khalil Gibran ~


Folklore e Leggende sul Pettirosso

Nel folklore francese e britannico era simbolo del dio del tuono: Thor, mentre nelle leggende del cristianesimo era colui che accompagnava le anime nel regno dei morti, questo soprattutto grazie alla credenza inglese che sia compito dei pettirossi seppellire i morti restati senza sepoltura nei boschi.
Ma aggiungiamo anche l’importanza che ricopre il pettirosso nella tradizione celtica, dove l’uccellino piumato di rosso lotta con lo scricciolo, un altro uccellino, e questa lotta simboleggia il passaggio tra le due parti dell’anno, estate ed inverno, ma soprattutto il passaggio da anno vecchio ad anno nuovo; questo avvicendarsi è rappresentato dalla lotta tra il re-agrifoglio (o vischio), che rappresenta l’anno nascente e il re-quercia, che rappresenta l’anno morente. Durante il solstizio d’inverno il re-agrifoglio vince sul re-quercia, e viceversa per il solstizio d’estate. Nei due alberi vi sono nascosti i due uccellini così che lo scricciolo rappresenta l’anno calante, il pettirosso l’anno nuovo.
C’è anche una filastrocca molto famosa che parla del pettirosso, “Who Killed Cock Robin” (in inglese il pettirosso è chiamato Robin), che racconta di come questo uccellino sia stato ucciso e poi sepolto da tutti gli animali del bosco, ovviamente l’uccisione del pennuto è da considerarsi una metafora sul fatto che quando arriva la primavera (il passero assassino che con arco e frecce uccide il pettirosso) l’inverno viene spazzato via, e tutta la natura celebra il rituale della sepoltura e della rinascita. Ovviamente questa è solo una delle tante teorie che accompagnano questa filastrocca. Ora che conosciamo un po’ di più questo uccellino dal petto rosso possiamo addentrarci nelle leggende che lo riguardano tra cui troviamo queste due:

1-La leggenda del Pettirosso e del Natale.
Un piccolo uccellino grigio divideva la stalla a betlemme con la Sacra Famiglia. La notte, mentre la famiglia dormiva, l’uccellino notò che il fuoco che li scaldava stava per spengersi. Così, per tenere caldo il piccolo, volò verso le braci e tenne il fuoco vivo muovendo le ali per tutta la notte.
Il mattino seguente l’uccellino fu premiato con un bel petto rosso brillante come simbolo del suo amore per Gesù Bambino.

2-La leggenda della Creazione.
La seconda leggenda è forse quella più conosciuta, legata alla creazione e alla pietà che dimostrò verso l’uomo (il pettirosso non sapeva chi fosse quando lo aiutò), narra che le piume rosse sul petto dell’uccellino siano apparse dopo aver tolto dalle ferite di Gesù in croce una spina che lo torturava, secondo la leggenda il pettirosso si sarebbe insanguinato il petto tentando di rimuovere con il becco la corona di spine che circondava la testa di Gesù Cristo sulla croce. Per questo motivo il petto sarebbe rimasto macchiato di rosso.

Il ruolo del pettirosso è un simbolo fortemente nell’immaginario europeo, è inserito nel folklore britannico e francese, e, in misura minore, in tutti gli altri paesi d’Europa. Per la mitologia dei Normanni il pettirosso era considerato sacro a Thor, il dio del tuono, accostandolo alle nuvole di tempesta.
Più recentemente è stato associato al Natale, assumendo un ruolo dominante in molti biglietti natalizi fino alla prima metà del diciannovesimo secolo. Un vecchio racconto popolare britannico, associato al cristianesimo, spiega la particolare colorazione del petto rosseggiante. Quando Gesù stava morendo sulla croce, il pettirosso, che era di colore marrone, si accostò al morente e cantò nel suo orecchio per alleviare il suo dolore. Il sangue sporcò il petto del volatile e da quel momento tutta la specie ha avuto impresso il marchio del sangue di Cristo.
Una leggenda alternativa, sempre cristiana, vede il petto del pettirosso ustionato dalle acque del Purgatorio mentre andava a prendere le anime dei morti.

Frase di Potere del Pettirosso, Animale di Potere e Totem: “Afferro il mio vessillo e assalto la vita”.

Messaggi Positivi
– protezione
– buone notizie
– rinascita o trasformazione positiva
– altruismo e generosità
– indipendenza e fedeltà
– curiosità e spirito solare

Messaggi Negativi
– orgoglio esacerbato
– fierezza e litigiosità
– istinti da domare

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