Roswell 1947 – Intervista Aliena – 2 parte

Capitolo 1- La mia prima intervista con l’alieno
(NOTE PERSONALI DI MATILDA O’DONNELL MACELROY)

L’alieno era stato portato alla base e avevo già trascorso diverse ore con lui. Il signor Cavitt mi ha detto di rimanere con l’essere, poichè ero l’unica del personale che poteva comprendere la sua comunicazione. Non potrei capire la mia capacità di “comunicare” con l’essere. Non avevo mai vissuto esperienze telepatiche con nessuno.
La comunicazione non verbale che ho vissuto, per intenderci, è come quando un bambino o un cane sta cercando di farti capire qualcosa, ma molto più diretto e potente! Anche se non c’era nessun fonema, o segnali fisici, la sensazione era inconfondibile. Più tardi ho capito che ricevere il pensiero, non necessariamente significava poterlo interpretare correttamente.
Credo che l’essere alieno non fosse disposto a discutere di questioni tecniche, a causa della natura e della sua posizione di ufficiale e pilota, con il dovere di mantenere la sicurezza e la riservatezza richiesta dal suo status nell’organizzazione. A prescindere che non avevo la sensazione che l’essere volesse veramente nascondermi le cose, ogni soldato che è catturato dal nemico ha la responsabilità di non divulgare informazioni vitali, anche fronte a interrogatori o torture.
La sua comunicazione sembrava sempre onesta e sincera, ma non ne avrò mai la certezza. Ritengo aver condiviso un “legame” univoco con l’alieno. Era una sorta di “fiducia” o di empatia, come si ha con un paziente o un figlio. Per questo motivo penso che sapesse che ero veramente interessata a lui, e sentivo che non teneva nessuna intenzione nociva, né percepivo che potesse derivare da lui alcun danno.
In realtà mi sono sempre riferita all’alieno come “lei”. Non si poteva definire il sesso, né fisiologicamente, né psicologicamente. “Lei” emanava una presenza femminile piuttosto forte. Tuttavia, in termini di fisiologia, l’essere era “asessuata” e non aveva nessun organo riproduttivo interno o esterno. Il suo corpo assomigliava a una bambola o a un robot. Non aveva nessun organo interno, come se non fosse costituito da cellule biologiche. Aveva una sorta di sistema circuito, o un sistema nervoso elettrico in tutto il corpo, non ho mai capito come funzionasse.
Era di statura bassa, 1.20, e di costituzione esile. Il capo era sproporzionato rispetto a braccia, gambe e tronco, che erano sottili. Aveva tre dita in ogni mano e piede, prensili ma non troppo. Aveva naso bocca e orecchie ridotte e non funzionanti. Ho capito che a un abitante dello spazio non servivano, senza atmosfera il suono è nullo. Per questo non era necessario essere dotati di questi organi. Non consumava alimenti, per questo la bocca quasi non esisteva.
Gli occhi erano molto grandi e non sono mai stata in grado di determinare il suo grado di acutezza visiva, la mia sensazione era che fosse veramente alta. Le lenti negli occhi, erano molto scure e opache, pensai che potevano rilevare le onde o particelle oltre lo spettro visivo della luce. Ho il sospetto che questo potrebbe includere l’intera gamma elettromagnetica, o di più.
Quando mi guardava, sembrava che il suo sguardo mi penetrasse, come se avesse la visione ai raggi X In un primo momento lo trovai un po’ imbarazzante, fino a quando mi resi conto che non aveva alcuna intenzione sessuale. In realtà, non credo che avesse mai neppure il pensiero che ero maschio o femmina.
É evidente che il suo corpo non ha bisogno di ossigeno, alimenti o acqua o qualsiasi altra fonte di energia o di alimentazione esterna. È davvero un corpo molto semplice, molto diverso dai nostri.
Airl, così disse chiamarsi, mi ha spiegato che non era meccanica, come un robot, e neanche biologica. Lei era animata da un’energia spirituale. Tecnicamente, dal punto di vista medico, il corpo di Airl poteva definirsi ” non vivo”.
Aveva la pelle liscia e di color grigio. Il corpo era estremamente tollerante alle variazioni di temperatura, pressione e alle condizioni atmosferiche. Gli arti erano molto fragili, senza muscolatura. Nello spazio non c’è nessuna gravità. Il corpo serve quasi interamente per navi spaziali o ambienti di no-gravità. La terra ha una pesante gravità, e l’organismo non camminava molto, perché le gambe non erano adatte a tale scopo. I piedi e le mani erano tuttavia abbastanza agili e flessibili.
La notte anteriore al mio primo colloquio con l’alieno, l’area era stata trasformata in un ronzio di attività. C’erano una dozzina di uomini che lavoravano su luci, fotocamere e attrezzature di lavoro. Una telecamera cinematografica con microfono e registratore a nastro era stata collocata nella stanza dell’intervista. Non capisco perché fosse necessario un microfono, giacché non era possibile comunicare verbalmente con l’alieno. C’erano anche uno stenografo e diverse persone che digitavano alacremente su delle macchine per scrivere.
Sono stata informata che un interprete esperto di lingua aliena e un team di “rottura di codici” era arrivato in volo alla base durante la notte per assistermi nel comunicare con l’alieno. C’era molto personale medico – specialisti in vari campi – per esaminarlo. Non c’era un professore di psicologia per contribuire a interpretare eventuali domande o risposte. Essendo io solo un’infermiera, non ero considerata un’interprete qualificata, anche se ero l’unica che poteva comprendere quello che pensava l’alieno.
Ebbi con Airl molte conversazioni, con un aumento esponenziale nella comprensione fra noi, come verrà illustrato più avanti nelle mie note. Questa è la trascrizione delle risposte date a un elenco di domande fornite dal delegato dell’Intelligence presso la base, trascritte dallo stenografo subito dopo l’intervista.

TRASCRIZIONE UFFICIALE DELL’INTERVISTA
TOP-SECRET: Esercito degli Stati Uniti – Aeronautica di Roswell – Forza Aerea, 509° Gruppo Bombardieri
OGGETTO: intervista ALIENA, 09.07.1947

DOMANDA: Sei ferito?
RISPOSTA: No
D: Hai bisogno di assistenza medica?
R: Nessuna
D: Hai bisogno di alimenti o d’acqua o altro genere di cose?
R: No
D: Hai qualsiasi particolari esigenze ambientali, come la temperatura dell’aria, contenuto chimico atmosferico, la pressione dell’aria o eliminazione dei rifiuti?
R: Non siamo esseri biologici.
D: Il tuo corpo o la nave spaziale, possono trasportare germi o contaminazione che possano essere dannosi per gli esseri umani o altre forme di vita della terra?
R: Non ci sono germi nello spazio.
D: Il nostro governo sa che voi siete qui?
R: No in questo momento.
D: Altri della tua specie verranno a cercarti?
R: Sì.
D: Qual è la capacità bellica del tuo popolo?
R: Molto distruttiva.

Non ho capito la natura esatta delle armi che dispongono, però credo che la risposta non sia stata malevola, era sola una constatazione della realtà.

D: perché è caduta la nave spaziale?
R: É stata colpita da una scarica elettrica atmosferica che ha fatto perdere il controllo.
D: perché la nave spaziale era in questo settore?
R: Per lo studio delle “Nuvole scottanti” (esplosioni radioattive).
D: Come vola la nave?
R: É controllata dalla mente, risponde ai comandi del pensiero.

“Mente” o “comando pensato ” è la sola parola in inglese che riesco a immaginare per descrivere il pensiero. I loro corpi sono collegati direttamente alla nave attraverso un sistema nervoso elettrico.

D: Come comunica tra loro la tua gente?
R: Attraverso la mente.
D: Disponete di una lingua scritta o simboli per la comunicazione?
R: Sì
D: Di quale pianeta sei?
R: La casa, luogo di nascita Mondo del Dominio.

Poiché non sono un’astronoma, per pensare in termini di stelle, galassie, costellazioni e di direzioni nello spazio, la mia impressione è che proviene da un pianeta al centro di un cluster enorme di galassie, che per lei è come una casa o culla. La parola “dominio” è la più simile per descrivere il suo concetto, immagini e pensieri. Potrebbe anche essere definito come “territorio” o “ambito”. Tuttavia, sono sicura che non fosse solo un pianeta o un sistema solare o un cluster di stelle, ma un numero enorme di galassie!

D: Il tuo governo invia rappresentanti per incontrarsi con i nostri governanti?
R: No.
D: Quali sono le vostre intenzioni sulla terra?
R: Preservare, proteggere la proprietà del Dominio.
D: Che cosa avete appreso sui governi e le installazioni militari della terra?
R: Poveri, piccoli, voi distruggete il pianeta.
D: perché il tuo popolo non manifesta la sua esistenza al popolo della terra?
R: Guardare. Osservare. Nessun contatto.

Ho avuto l’impressione che il contatto con persone sulla terra non era consentito, ma potrei non aver compreso correttamente. Loro solo ci osservano.

D: Il tuo popolo ha visitato in precedenza la terra?
R: Osservazioni periodiche e ripetute.
D: Da quanto tempo conoscete la terra?
R: Da molto prima dell’esistenza degli esseri umani.

Non so se sarebbe più preciso dire“preistorica”, ma era sicuramente un lungo periodo prima che si sia evoluto l’uomo.

D: Che cosa sai sulla storia della civiltà della terra?
R: Poco interesse e attenzione. Poco tempo.

La risposta a questa domanda sembrava molto evasiva. Tuttavia, percepisco che il suo interesse sulla storia della terra non fosse molto forte o che lei non facesse molta attenzione a questo.

D: Ci puoi descrivere il tuo mondo-casa?
R: Luogo di civiltà, cultura, storia. Grande pianeta con ricchezze e risorse. Ordine, potenza, conoscenza, saggezza. 2 stelle, 3 lune.
D: Com’è lo stato dello sviluppo della vostra civiltà?
R: Antica milioni di anni. Da sempre. Pianificazione, progressi per vincere. Obiettivi elevati, idee.

Ho utilizzato “milioni”, perché sono convinta che il significato fosse maggiore a miliardi. L’idea della lunghezza del tempo che ha comunicato è fuori dalla mia portata. È veramente più vicino all’idea d’infinito, in termini di tempo terrestre.

D: Credi in Dio?”
R: Riteniamo si tratti di continuare sempre.

Sono certa che l’alieno non ha inteso il concetto di dio o di culto come facciamo noi. Suppongo che il popolo della sua civiltà è ateo. La mia impressione è che loro hanno un’altissima opinione di se stessi e sono molto pretenziosi!

D: Quale tipo di società possedete?
R: Ordine, potenza, controllo del futuro, crescere.

Queste sono le parole più vicine che potrei utilizzare per descrivere l’idea che l’alieno ha della propria società o civiltà. L’emozione che ha provato, quando ha risposto a questa domanda è diventata molto intensa, molto brillante! Il suo pensiero è stato riempito da un’emozione che mi ha dato un sentimento di giubilo o di gioia. Mi sono anche innervosita molto.

D: Esistono altre forme di vita intelligenti oltre alla vostra nell’universo?
R: Ovunque e maggiori, più alti di tutti.

Nonostante la sua piccola statura, sono sicura che per lei il significato di “più alti” o “maggiori” non riguardi la statura fisica. Ancora una volta, ho sentito una sua sensazione di orgoglio.

(NOTE PERSONALI DI MATILDA O’DONNELL MACELROY)
Questa è stata la conclusione del primo colloquio. Quando hanno ottenuto le risposte e le hanno date alle persone in attesa, erano molto eccitati per il risultato. Tuttavia, una volta finito di leggere le mie risposte erano delusi perché non intendevo chiaramente alcune risposte.
Ora avevano un lotto di nuove domande a causa delle prime risposte ricevute. Un funzionario mi dette ulteriori istruzioni. Ho aspettato per diverse ore nell’ufficio adiacente. Non sapevo se potevo continuare la mia intervista con l’alieno. Tuttavia, sono stata sempre trattata bene e mi consentivano di mangiare, dormire e utilizzare i bagni ogni volta che volessi.
Alla fine arrivò un nuovo elenco di domande per l’alieno. Nel frattempo altri agenti, militari e funzionari del governo erano arrivati alla base. Mi hanno detto che molte altre persone sarebbero rimaste in camera con me durante la prossima intervista per chiedere maggiori dettagli durante l’intervista. Quando ho cercato di condurre l’intervista con queste persone in camera, non ho ricevuto dall’alieno nessun pensiero, emozione o qualsiasi altra comunicazione percepibile. L’alieno rimase seduto senza muoversi.
Nei giorni successivi arrivò, dall’est alla base, una ricercatrice di attività paranormali. Il suo nome era Gertrude e qualcos’altro. Non ricordo il cognome. In un’altra occasione venne un indiano chiaroveggente denominato Krishnamurti per tentar di comunicare con l’alieno. Nessuno di loro l’ha potuto fare. Neanch’io ho potuto comunicare telepaticamente con queste persone. Infine, fu deciso che sarei rimasta sola con l’alieno per vedere se a me rispondeva.

Capitolo 2- La seconda intervista
In questa intervista mi è stato detto di porre una sola domanda all’alieno
TRASCRIZIONE UFFICIALE DELL’INTERVISTA
TOP-SECRET: Esercito degli Stati Uniti – Aeronautica di Roswell – Forza Aerea, 509° Gruppo Bombardieri
OGGETTO: intervista ALIENA, 10.07.1947
Domanda: perché si è interrotta la comunicazione?
Risposta: Non si è interrotta, gli altri hanno paura.

L’alieno non è in grado di comunicare con loro perché hanno paura di lei, o non hanno fiducia in lei. Sono consapevole che l’alieno sa che alcune persone hanno intenzioni segrete verso di lei, nascondendo i loro pensieri reali. È altrettanto ovvio che l’alieno non ha la minima paura di noi.

(NOTE PERSONALI DI MATILDA O’DONNELL MACELROY)
Prima di comunicare il tutto agli stenografi, ho scelto con molta attenzione le parole per trasmettere il significato delle riflessioni dell’alieno. Non ho mai sentito paura o avuto malintesi con l’alieno. Ero molto curiosa ed entusiasta di apprendere tutto su lei e da lei. Tuttavia, non aveva fiducia negli agenti, o autorità che controllavano le mie interviste. Non avevo nessuna idea di quali fossero le loro intenzioni verso di lei. Sono sicura che gli ufficiali militari fossero molto nervosi ad avere nelle loro mani una nave spaziale aliena e il suo pilota!
In quel momento, la mia preoccupazione maggiore era come comprendere più chiaramente i pensieri e le idee dell’alieno. Penso che stessi facendo abbastanza bene come ricevitore telepatico, ma non come emittente, telepatica.
Volevo disperatamente scoprire un modo migliore per comunicare con l’alieno, perché la legione crescente di funzionari del governo comprendesse da lei direttamente, senza dover fare affidamento alla mia interpretazione. Non sono molto qualificata come interprete, eppure ero l’unica persona con cui l’alieno comunicasse.
Stavo diventando profondamente consapevole che questo era probabilmente il più grande evento, la più grande notizia nella storia della terra, e che ero orgogliosa di essere parte dell’avvenimento. Naturalmente, l’intero incidente era stato negato ufficialmente alla stampa ed era cominciata un’enorme copertura dei militari e dei poteri.
Stavo iniziando a sentire la pressione della responsabilità per essere la prima persona sulla terra a comunicare con una forma di vita extraterrestre! Come quando Colombo scoprì il nuovo mondo. Io però stavo per scoprire un universo.
Mentre attendevo le prossime istruzioni dai superiori, sono andata al mio alloggiamento, sotto scorta di numerose persone pesantemente armate, e con diversi altri uomini in tuta nera. Quando giunse il mattino, erano ancora lì. Dopo colazione, dopo essere stata condotta nella mia stanza, mi riaccompagnarono alla sala dell’intervista.

Capitolo 3- La mia terza intervista
(NOTE PERSONALI DI MATILDA O’DONNELL MACELROY)
La terza intervista e tutte le successive che ho avuto con l’alieno, sono state osservate e registrate da decine di altre persone. Anche se non erano fisicamente presenti, stavano dietro una finestra di vetro unidirezionale con una cinepresa speciale e potevano vedere, senza che l’alieno fosse disturbato dalla loro presenza.
L’alieno era stato spostato nella stanza appena costruita e si era seduto su una sedia ordinaria, coperta con un tessuto fiorito. Sicuramente avevano chiesto a qualcuno che la acquistasse in città in un negozio di mobili. Il corpo dell’alieno era delle stesse dimensioni di un bambino di cinque anni, molto sottile.
Poiché il suo corpo non è biologico, non ha bisogno di cibo, aria o calore, e a quanto pare, lei neanche dormiva. Non c’erano palpebre o sopracciglia, non poteva chiudere gli occhi. Non credo che nessuno potesse dire se fosse sveglio o dormiva. Se non muoveva il suo corpo, non si poteva dire se fosse viva o no, a parte la trasmissione del suo pensiero.
Alla fine ho appreso che l’alieno non s’identificava per il suo corpo, ma per la sua personalità. Lei era conosciuta dai suoi colleghi alieni come Airl, la parola più vicina che è possibile utilizzare per descrivere il nome con l’alfabeto inglese. Ho avuto l’impressione che ha preferito il genere femminile. Credo che abbiamo condiviso un’empatia naturale di femmina, un atteggiamento di vita. Sono certa che lei non aveva un atteggiamento combattivo, aggressivo o dominante nei confronti dei maschi, ufficiali e agenti, ciascuno dei quali era più interessato alla propria boria personale e potenza, invece che ai segreti dell’universo!
Quando sono entrata nella stanza, lei ha sentito piacere. Sentivo un senso reale di riconoscimento, sollievo e un “caldo” che proveniva da lei. Era come l’eccitazione ansiosa e l’affetto incondizionato e platinico di un cane o un figlio, ma con un controllo tranquillo e riservato. Mi ha sorpreso sentire le stesse sensazioni per l’essere alieno.
Ero contenta poter continuare con lei. Era evidente che le persone che avevano scritto la nuova serie di domande, erano per comunicare direttamente con l’alieno senza il mio intervento.
Di seguito le risposte a dette domande.

TRASCRIZIONE UFFICIALE DELL’INTERVISTA
TOP-SECRET: Esercito degli Stati Uniti – Aeronautica di Roswell – Forza Aerea, 509° Gruppo Bombardieri
OGGETTO: intervista ALIENA, 11.07.1947 Prima Sessione
D: Puoi leggere o scrivere qualsiasi lingua della terra?
R: No.
D: Comprendi i numeri e la matematica?
R: Sì. Sono ufficiale, pilota e ingegnere.
D: Puoi scrivere o disegnare simboli o immagini che noi possiamo tradurre nella nostra lingua?
R: Risposta incerta.
D: Ci sono altri segnali o mezzi di comunicazione che sono possibili utilizzare per aiutarci a intenderci più chiaramente?
R: No.

(NOTE PERSONALI DI MATILDA O’DONNELL MACELROY)
Ero sicura che questo non fosse così. Ma ho capito chiaramente che Airl non era disposta a comunicare per iscritto, con disegni o con linguaggio gestuale. La mia sensazione era che lei stava seguendo ordini, come qualsiasi soldato catturato, non doveva rivelare informazioni utili al nemico, neanche sotto tortura. Era disposta a dare dati non riservati, o informazioni personali, come numero, nome e rango.

TRASCRIZIONE UFFICIALE DELL’INTERVISTA
TOP-SECRET: Esercito degli Stati Uniti – Aeronautica di Roswell – Forza Aerea, 509° Gruppo Bombardieri
OGGETTO: intervista ALIENA, 11.07.1947-Seconda Sessione.
D: Puoi mostrarci su una mappa la stella del vostro pianeta-casa?
R: No.

Non perché non sapesse l’ubicazione del suo pianeta rispetto alla terra. Era restia a rivelare la posizione. Fu anche dovuto al fatto che il sistema stellare del suo pianeta non appare in nessuna mappa stellare della terra. Troppo lontano.

D: Quanto tempo ci mette la tua gente a localizzarti qui?
R: Non lo so.
D: Quanto tempo ci vorrebbe perché la tua gente venisse a salvarti?
R: Minuti o ore.
D: Come fanno a capire loro che non abbiamo intenzione di nuocerti?
R: Le intenzioni sono chiare, vediamo nella vostra mente, immagini e sentimenti.
D: Se non sei un’entità biologica, perché riferisci te stessa al femminile?
R: Io sono una creatrice, madre, origine.

(NOTE PERSONALI DI MATILDA O’DONNELL MACELROY)
Queste domande sono terminate in pochi minuti. Mi sono resa conto che potrebbe essere per gravi problemi per cui l’alieno non era disposto a collaborare, o rivelare qualsiasi informazione utile ai militari o alle agenzie d’intelligence o scienziati.
Inoltre ero certa che l’alieno conosceva le reali intenzioni di chi aveva scritto queste domande, giacché poteva leggere le loro menti. A causa di queste intenzioni, lei era riluttante e non voleva collaborare con loro, in nessun modo o circostanza.
Sono altrettanto certa, che non avendo una forma di vita biologica, non c’era nessun tipo di tortura o di coercizione che avrebbe cambiato la sua mente!

Capitolo 4- La barriera del linguaggio
(NOTE PERSONALI DI MATILDA O’DONNELL MACELROY)
Dopo aver spiegato agli agenti dell’Intelligence cosa pensavo circa le ragioni della “nessuna risposta”, nell’ambiente c’era un grande disordine e turbolenza. Iniziò una discussione molto accesa tra alcuni ufficiali dell’Intelligence, funzionari militari, psicologi e interpreti linguisti. Durò per diverse ore, infine decisero che io avrei continuato a colloquiare con l’alieno, purché potessi ottenere una risposta soddisfacente alla seguente domanda.

TRASCRIZIONE UFFICIALE DELL’INTERVISTA
TOP-SECRET: Esercito degli Stati Uniti – Aeronautica di Roswell – Forza Aerea, 509° Gruppo Bombardieri
OGGETTO: intervista ALIENA, 11.07.1947- Terza Sessione.
D: Quali garanzia o prove richiedi da noi per renderci abbastanza sicuri che risponderai alle nostre domande.
R: Solo lei parla, solo lei ascolta, solo lei domanda, non gli altri. Non gli altri, essi devono imparare, sapere, capire.

(NOTE PERSONALI di MATILDA O’DONNELL MACELROY)
Quando sono tornata dalla sala del colloquio per segnalare la risposta aliena a questa domanda, ho ricevuto un’accoglienza cupa e scettica dall’Intelligence, agenti e militari. Loro non potevano comprendere ciò che l’alieno intendesse dire.
Ammetto che anch’io non capivo molto, però stavo facendo del mio meglio per esprimere le sue intenzioni telepatiche.
Ho detto ai funzionari che forse il problema di comunicazione aveva a che fare con la mia incapacità di comprendere la lingua telepatica dell’alieno con sufficiente chiarezza per essere soddisfacente. Ero così scoraggiata, che a quel punto volevo rinunciare.
E ora, c’erano persino più argomenti rispetto a prima. Ero certa che stavo per essere rimossa dalla mia posizione, nonostante l’alieno avesse rifiutato di comunicare con chiunque altro.
Per fortuna, un collega molto abile, John Newble, che era uno specialista della Marina in lingua giapponese diede una soluzione al problema. Spiegò che in primo luogo, il problema non aveva a che fare con l’incapacità dell’alieno di comunicare. Era dovuto alla riluttanza a comunicare con chiunque diverso da me. In secondo luogo, entrambe le parti erano necessarie per comprendere e comunicare attraverso un linguaggio comune.
Parole e simboli di una lingua trasmettono concetti molto precisi e chiari. Aggiunse che i giapponesi hanno molti sinonimi che provocano un sacco di confusione nella comunicazione di ogni giorno. Essi risolsero il problema utilizzando caratteri cinesi standard per annotare i significati esatti della parola che usavano. In questo modo si risolse il problema.
Senza una nomenclatura di comunicazione definita, non era possibile la comprensione rudimentale tra uomini e cani, o tra due bambini piccoli. La mancanza di un vocabolario comune, di parole chiaramente definite che tutte le parti potessero utilizzare correntemente, è stato il fattore limitante della comunicazione tra tutte le persone, gruppi o Nazioni.
Pertanto Newble disse che c’erano solo due possibilità; o imparare la lingua aliena, o insegnargli a parlare inglese.
Quindi era possibile solo una scelta: convincere Airl a imparare l’inglese con aiuto degli specialisti. Nessuno ebbe obiezioni, giacché non c’erano alternative.
La teoria era che si potesse insegnare a leggere all’alieno, e le istruzioni di grammatica fondamentale. Se l’alieno è stato abbastanza intelligente da comunicare con me telepaticamente e ad abbattere le frontiere di spazio in tutta la galassia, probabilmente avrebbe imparato una lingua rapidamente.
Ritornai alla sala delle interviste e proposi questa idea ad Airl.

Capitolo 5- Lezioni di lettura
(NOTE PERSONALI DI MATILDA O’DONNELL MACELROY)
Ho iniziato le lezioni di lettura con le prime pagine di un libro di scuola che erano state utilizzate per insegnare ai bambini dei pionieri del 1800 sulle frontiere d’America. Si chiama “McGuffey eclectric Reader, primer Through Sestil”.
Poiché sono un’infermiera e, non un’insegnante, oltre ai libri, gli esperti hanno dato un briefing estensivo su come utilizzare i libri per insegnare all’alieno.
Il corso educativo di McGuffey inizia in “The Primer” presentando le lettere dell’alfabeto per essere memorizzate in sequenza. I bambini hanno quindi imparato, passo, passo, a utilizzare i blocchi costitutivi della forma, la lingua, e a pronunciare parole, utilizzando il metodo fonico. Ogni lezione inizia con uno studio delle parole utilizzate nell’esercizio di lettura e con le indicazioni per mostrare la pronuncia corretta per ogni parola.
Secondo le istruzioni, ho assistito Airl nella lettura ad alta voce, di ogni libro di McGuffey. Ciascuno dei libri era eccellente, semplice, con illustrazioni delle storie e dei temi. Airl sembrava capisse e assorbisse ogni lettera, suono, sillaba e significato, è progredito molto. Questo processo è durato per 14 ore al giorno, per 3 giorni consecutivi senza interruzione, fatta eccezione per i miei pochi pasti e riposi.
Airl non si è mai fermata. Lei non dormiva, rimase seduta sulla sedia, rivedendo le lezioni già studiate. Quando tornavo la mattina seguente, lei aveva già memorizzato nuove lezioni. Ha continuato accelerando fino a quando è diventato inutile continuare la lettura.
Sebbene Airl non potesse parlare con la bocca, poteva “pensare” in inglese. Alla fine, Airl era in grado di leggere e studiare da sola. Lei sapeva utilizzare da sola un dizionario per cercare parole nuove. Da allora in poi il mio lavoro era stato quello di correre per portarle nuovi libri che chiedeva, un flusso continuo.
In seguito, Newble ha portato l’enciclopedia Britannica, e Airl godeva, soprattutto perché aveva un sacco di foto.
Dopo di che, ha richiesto solo libri con foto e disegni perché era molto più facile comprendere il significato attraverso un’immagine.
Nei giorni successivi arrivarono libri da tutte le parti del paese, perché quelli disponibili nell’area erano già stati divorati. Ha studiato qualsiasi argomento immaginabile, e molte altre cose molto tecniche, come astronomia, metallurgia, ingegneria, matematica, vari manuali tecnici e così via.
Più tardi cominciò a leggere libri di fantascienza, romanzi, poesie e i classici della letteratura. Airl ha anche chiesto di leggere molti libri su argomenti di scienze umane, soprattutto storia. Credo che si sia letto almeno 50 libri di storia dell’uomo e archeologia. Naturalmente, ho fatto in modo che ricevesse una copia della Bibbia, che ha letto senza commenti o domande.
Anche se normalmente stavo con Airl da 12 a 14 ore ogni giorno, la settimana seguente non ebbi con lei molta comunicazione.
Stranamente, Airl mi disse che i suoi libri preferiti erano stati “Alice nel paese delle meraviglie” “Don Chisciotte de la Mancha” e “Le mille e una notte”. Ha detto che gli autori di queste storie hanno dimostrato che è più importante avere grande spirito e immaginazione, che grande abilità o potere.
Non ho potuto rispondere a molte delle sue domande, così ho consultato la gente nella sala esterna per le risposte. La maggior parte delle domande aveva a che fare con cose tecniche e scientifiche. Alcune delle sue domande sono state sulle scienze umane. La profondità del complesso di comprensione e la sottigliezza delle sue domande hanno dimostrato che aveva un intelletto molto penetrante.
Ritengo che lei avesse già conosciuto molto di più sulla cultura e storia della terra di quello che ammetteva. Presto avrei scoperto molto di più.

Capitolo 6- Comincia la mia educazione
(NOTE PERSONALI DI MATILDA O’DONNELL MACELROY)
Dal quindicesimo giorno del “salvataggio” di Ailr, ero in grado di comunicare senza fatica e fluidamente con lei in inglese. Aveva assorbito tanto materiale scritto che la sua formazione accademica superava largamente la mia.
Anche se mi ero laureata presso il Liceo di Los Angeles, e con un corso di quattro anni di premedica e formazione infermieristica, la varietà della mia lettura era stata piuttosto limitata.
Non avevo studiato la maggior parte degli argomenti a cui Airl era stata esposta, soprattutto considerando la sua comprensione acuta, abituata a studi molto intensi e con memoria fotográfica. Lei era in grado di ricordare lunghi passaggi dei libri che aveva letto. Amava soprattutto la letteratura classica.
Da questo momento Airl era diventata l’insegnante, e io la studente. Stavo per imparare ciò che gli uomini della Terra non sanno e non hanno modo di sapere. Il branco di scienziati e agenti che ci osservavano attraverso il vetro unidirezionale, che Airl aveva denominato “Galleria”, erano sempre più impazienti di porre le loro domande. Ma Airl continuava a rifiutarsi di ricevere eventuali domande da loro.
Nel pomeriggio del giorno 16 Airl era seduta e leggeva. Chiuse l’ultima pagina di un libro, ed io feci per porgliene un altro, quando mi disse, o “pensasse”, sono pronta a parlare. All’inizio ero un po’ confusa. Cominciò cosi a insegnarmi la prima lezione.

TRASCRIZIONE UFFICIALE DELL’INTERVISTA
TOP-SECRET: Esercito degli Stati Uniti – Aeronautica di Roswell – Forza Aerea, 509° Gruppo Bombardieri
OGGETTO: intervista ALIENA, 24. 7. 1947, Prima Sessione
Le chiesi: “Che cosa vuoi dire Airl?”.
Sono stata parte della Forza di Esplorazione del Dominio in questo settore di spazio per migliaia di anni.
Peró non ho avuto contatti diretti con i terrestri, dal 5.965. A.C. Non è la mia funzione primaria, interagire con gli abitanti dei pianeti del Dominio. Io sono un delegato, pilota e tecnico, con molti compiti da eseguire.
Benchè parli fluentemente altre 347 lingue del Dominio, non conoscevo la lingua inglese.L’ultima lingua della Terra che ho conosciuto era il sanscrito, gli Inni vedici. All’epoca ero un membro di una missione inviata a indagare la perdita di una base del Dominio che si trovava nelle montagne dell’Himalaya. Scomparve un intero battaglione di ufficiali, piloti, comunicatori e personale amministrativo, e la base fu distrutta.
Diversi milioni di anni fa sono stata addestrata per un’indagine di valutazione e programma di sviluppo per il Dominio. Poiché esperta in tale tecnologia, sono stata inviata alla Terra come parte del team di ricerca.
Uno dei miei doveri era interrogare la popolazione umana. Molte delle persone segnalavano in quella regione “Vimanas” o navi spaziali nell’area.
In seguito alla visione delle prove, testimonianze e osservazioni, e per l’assenza di altre prove, ho guidato la mia squadra per scoprire se il “Vecchio Impero” fosse ancora presente con navi e impianti di wellhidden.
Eravamo completamente inconsapevoli che il Vecchio Impero fosse stato qui.
Tu ed io siamo riusciti a comunicare nella tua lingua, che anteriormente non conoscevo. Ho analizzato i libri e il materiale fornito e l’ho inoltrato alla nostra stazione spaziale in questa regione. Un responsabile in comunicazioni lo ha elaborato al computer, tradotto alla mia lingua e ritrasmesso a me. Ho anche ricevuto ulteriori informazioni dei files memorizzati nei nostri computer sulla lingua inglese e dei registri che il Dominio ha sulla civiltà della terra.
Ora sono pronto a darvi alcune informazioni che credo siano di grande valore per voi. Vi dirò la verità.
Anche se rispetto a tutte le altre verità, vorrei condividere onestamente e con precisione, come la vedo, entro i limiti della mia integrità e senza violare i miei obblighi dell’organizzazione che servo e che ho giurato difendere e proteggere.”OK?”.
Risponderai alle domande dalla galleria?
No, non risponderò alle domande. Voglio darvi informazioni che penso favoriranno il benessere degli esseri immortali con spirito che comprende l’umanità e per la sopravvivenza di tutte le innumerevoli forme di vita che esistono sulla Terra. Questo è parte della mia missione per assicurare la conservazione della Terra.
Personalmente sono convinto che tutti gli esseri senzienti sono esseri spirituali immortali. Questo include gli esseri umani. Per precisione e semplicità useró una parola confezionata: “E-S-I”, Esseri Spirituali Immortali (d’ora in poi E-S-I) perché la natura primaria di un essere immortale è che vive in uno stato di “è” intramontabile, e l’unica ragione della loro esistenza è che decidono “essere”.
Non importa la loro condizione in una società, ogni E-S-I merita il rispetto e il trattamento che anch’io vorrei ricevere dagli altri. Ogni persona sulla Terra continua ad essere un SI, consapevole o no del loro stato.

Fine 2 Parte
Fonte: https://futurodiluce.wordpress.com/

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