21 Dicembre: Solstizio d’ Inverno

Il Solstizio (dal latino solstitium, composto da sol-, “Sole” e -sistere, “fermarsi”) è, in astronomia, il momento in cui il sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l’eclittica, il punto di declinazione massima o minima. Questo significa che i solstizi di estate e di inverno rappresentano rispettivamente il giorno più lungo e più corto dell’anno. Nel corso di un anno il solstizio ricorre due volte: il Sole raggiunge il valore massimo di declinazione positiva nel mese di giugno (segnando l’inizio dell’estate boreale e dell’inverno australe) e il valore massimo di declinazione negativa in dicembre (marcando l’inizio dell’inverno boreale e dell’estate australe). Il solstizio ritarda ogni anno di circa 6 ore rispetto all’anno precedente (più precisamente 5h 48min 46s) e si riallinea forzosamente ogni quattro anni in corrispondenza dell’anno bisestile, introdotto proprio per evitare la progressiva divergenza delle stagioni con il calendario. A causa di tali variazioni può capitare che i solstizi cadano il 20 o il 21 giugno oppure il 21 o il 22 dicembre. Il 21 dicembre, alle ore 16:28 u.t.c. (quindi alle 17:28 ora italiana) inizierà l’inverno astronomico, il Sole si è fermato raggiungendo il punto più lontano dal piano dell’equatore. Il Sole si ferma in cielo, la Natura si ferma sulla Terra. L’acqua diviene ghiaccio e c’è bisogno del fuoco per scaldarsi e ripararsi dalle gelide temperature invernali. La danza degli elementi è pronta, ancora una volta, a dare vita alla meraviglia del suo ciclo. Dopo il solstizio d’inverno le temperature scenderanno ancora, ma le giornate cominceranno nuovamente ad allungarsi. È il magico momento della stasi, le piante hanno perso le foglie, ricci ed orsi sono entrati in letargo, i grandi laghi del nord hanno trasformato la loro superficie in un grande specchio di ghiaccio. Molti uccelli se ne sono andati, inseguendo il caldo, le famiglie si riuniscono attorno al fuoco, per scaldarsi ed attendere che la primavera faccia splendere nuovamente la Natura in tutta la sua prorompente bellezza. Ma è proprio questo il momento in cui possiamo seminare, e sarà proprio il tema della semina a guidare il rituale e la meditazione per il solstizio d’inverno. È il Sol Invictus, il sole che non soccombe alle tenebre ma «risorge» a nuova vita, festa celebrata da sempre in ogni epoca, luogo del mondo, cultura. Ecco cosa fare nella notte tra il 20 e il 21 dicembre per portare la luce nel nostro nuovo anno. Nella tradizione da sempre per il Solstizio d’Inverno si festeggia il «ritorno della luce». È la festa della morte e della rinascita, celebrazione che ha attraversato tutte le culture in tutti i secoli, con diversi riti, diversi simboli, ma che sempre celebra il sole. Quest’anno il solstizio astronomico (il momento in cui il sole si troverà alla sua massima distanza al di sotto dell’equatore celeste) è stato il 21 dicembre alle 17:28, ma la notte per celebrare la luce nella nostra vita, la rinascita e per vedere il «bicchiere mezzo pieno» è questa.

Sostizio : Posizione del Sole
Sulla verticale di ogni punto tra le latitudini 23° 26′ 14,44” Nord (tropico del Cancro) e Sud (tropico del Capricorno) il Sole raggiunge lo zenit due volte l’anno: ciò significa che su ogni luogo tra i due tropici, due giorni all’anno, il Sole è a perpendicolo al mezzogiorno locale; nel caso particolare in cui il Sole sia allo zenit all’equatore si parla di equinozio (in quanto i raggi solari giungono perpendicolari all’asse terrestre e la durata del periodo di luce è uguale a quella notturna). I punti sui tropici, altresì, sperimentano il sole al proprio zenit una sola volta l’anno, in corrispondenza dei solstizi (al tropico del Cancro per il solstizio di giugno, a quello del Capricorno per quello di dicembre). Le latitudini comprese tra ciascun tropico e il relativo polo non hanno mai il Sole allo zenit.
Nelle località comprese tra i circoli polari e i poli il Sole rimane sopra l’orizzonte per tutto il giorno nel periodo estivo: questo avviene nel periodo compreso tra l’equinozio di marzo e quello di settembre nell’emisfero boreale e tra l’equinozio di settembre e quello di marzo nell’emisfero australe. Questo fenomeno avviene quindi anche alla metà della “notte” (che con l’ora legale estiva si raggiunge intorno all’una). Nell’emisfero boreale, al mezzogiorno locale del solstizio di giugno il Sole raggiunge l’altezza massima possibile sull’orizzonte per quella latitudine, mentre in quello di dicembre raggiunge l’altezza minima. Nell’emisfero australe invece, al mezzogiorno locale del solstizio di giugno il Sole raggiunge l’altezza minima possibile sull’orizzonte per quella latitudine, mentre in quello di dicembre raggiunge l’altezza massima.

Solstizio : Accenni Storici
Il solstizio d’inverno rappresentava occasione di festività di vario genere: nel tardo Impero romano, proprio riferendosi al solstizio d’inverno, si parlava di Sol Invictus (Sole invitto) per celebrare il giorno in cui il Sole smetteva di calare sull’orizzonte, i Saturnalia nell’antica Roma (dal 17 al 23); il Natale per il cristianesimo; Yule nel neopaganesimo. In Gran Bretagna, a Stonehenge, sopravvivono imponenti ruderi: due cerchi concentrici di monoliti che raggiungono le 50 tonnellate. L’asse del monumento è orientato astronomicamente, con un viale di accesso al cui centro si erge un macigno detto “pietra del calcagno” (Heel Stone, detta anche Fryar’s Heel, cioè “Tallone del frate”). Al solstizio d’estate il Sole si leva al di sopra della Heel Stone. Stonehenge, insomma, sarebbe non solo un tempio, ma anche un calendario. A Nabta Playa vi è un circolo calendariale, dove due monoliti hanno allineamento Nord-Est in direzione del sorgere del sole il 21 giugno e risulta essere più antico di Stonehenge di almeno mille anni. Tracce di culti solari s’incontrano in tutto il mondo, dalla Polinesia all’Africa alle Americhe e giungono fino ai nostri giorni: per gli eschimesi il sole è la vita mentre la luna la morte, in Indonesia il sole s’identifica con un uccello e con il potere del volo, tra le popolazioni africane primitive la pioggia è il seme fecondatore del dio Amma, il sole, creatore della terra. Per gli Inca, la cui massima fioritura si ha intorno al XV secolo, la divinità Inti è il sole, sovrano della terra, figlio di Viracocha, il creatore, e padre della sua personificazione umana, l’imperatore. Attorno a Cuzco, capitale dell’impero, sorgono i Mojones, torri usate come “mire” per stabilire i giorni degli equinozi e dei solstizi. A Macchu Picchu, luogo sacro degli Inca, si può ancora vedere il Torreon, una pietra semicircolare incisa per osservazioni astronomiche, e l'”Intihuatana”, un orologio solare ricavato nella roccia. Per i Maya il sole è il supremo regolatore delle attività umane, sulla base di un calendario nel quale confluiscono credenze religiose e osservazioni astronomiche per quell’epoca notevolmente precise. Tra gli indiani d’America il sole è simbolo della potenza e della provvidenza divine. Presso gli Aztechi è assimilato a un giovane guerriero che muore ogni sera e ogni mattina risorge, sconfiggendo la luna e le stelle: per nutrirlo il popolo azteco gli offriva in sacrificio vittime umane. Leggende analoghe, anche se fortunatamente meno feroci, si trovano ancora tra le popolazioni primitive nostre contemporanee. Gli stessi Inuit (eschimesi) ritenevano fino a poco tempo fa che il sole, durante la notte, rotolasse sotto l’orizzonte verso nord e di qui diffondesse la pallida luce delle aurore boreali: convinzione ingenua, ma non del tutto errata, visto che è stato studiato come le aurore polari siano proprio causate da sciami di particelle nucleari proiettate nello spazio ad altissima energia dalle regioni di attività solare. Tutto il culto degli antichi Egizi è dominato dal sole, chiamato Horus o Kheper al mattino quando si leva, Ra quando è nel fulgore del mezzogiorno e Atum quando tramonta. Eliopoli, la città del Sole, era il luogo sacro all’astro del giorno, il tempio di Abu Simbel, fatto costruire da Ramses II nel XIII secolo a.C. avanti Cristo, era dedicato al culto del Sole. Secondo la cosmologia egizia il Nilo era il tratto meridionale di un grande fiume che circondava la Terra e che, verso nord, scorreva nella valle di Dait, che raffigurava la notte; su esso viaggiava un’imbarcazione che trasportava il Sole (raffigurato come un disco di fuoco e impersonato nella figura del dio Ra) che nasceva ogni mattino, aveva il culmine a mezzogiorno e al tramonto viaggiava su un’altra imbarcazione che lo riportava a est. Si devono agli Egizi alcune delle prime precise osservazioni astronomiche solari, in base alle quali i sacerdoti del faraone prevedevano le piene del Nilo e programmavano i lavori agricoli. Le piramidi sono disposte secondo orientamenti astronomici, stellari e solari. Gli obelischi erano essenzialmente degli gnomoni, che con la loro ombra scandivano le ore e le stagioni. Gli orologi solari erano ben noti e ne esistevano diversi tipi, alcuni dei quali portatili, a forma di T o di L, chiamati merket: il faraone Thutmosis III, vissuto dal 1501 al 1448 a.C., viaggiava sempre con la sua piccola meridiana, come noi con il nostro orologio da polso. La prima comparsa di Sirio, la stella più luminosa del cielo, all’alba, in estate, era per gli Egizi il punto di riferimento fondamentale del calendario. Il loro anno era di 365 giorni esatti, ma sapevano già che in realtà la sua durata è maggiore di circa sei ore, per cui avevano calcolato che nel corso di 1460 anni la data delle inondazioni del Nilo faceva una completa rotazione del calendario. Il solstizio d’estate, rappresentando l’inizio dell’omonima stagione, è sempre stato nella storia occasione di feste, come i Litha nel neopaganesimo o la natività cristiana di Giovanni Battista, cosiddetta “Notte di San Giovanni” o “Notte di mezza estate”.

Solstizio : Significato
Quando il Sole stazionario sembra fermarsi in quel buco nero che si trova al Centro della via Lattea, apparentemente nel punto più luminoso, esiste questo buco nero immenso che ribolle di energia oscura, energia senza forma che può creare qualunque tipo di VITA e anche distruggerla. Da questo impariamo che contattando l’oscurità abbiamo il permesso di trasformarci. E’ il potenziale più grande di metamorfosi che ci è stato donato e proprio in questo giorno così speciale, abbiamo questa possibilità. Il Sole entra nel capricorno celebrando il Solstizio e l’inverno, simbolo del freddo emotivo che nasconde un caldo nucleo da proteggere e amare.Il mese di dicembre quest’anno ha un potenziale di realizzazione infinito, come non succedeva da almeno 30 anni. E’ tempo di dar vita e forma concreta e materiale a tutti quei progetti e decisioni che stanno nella vostra mente da tempo e che per diverse ragioni, non avete concretizzato. E’ energia disponibile per portar nella materia lo Spirito.
Quello che ci viene richiesto è di incarnare completamente lo spirito divino che siamo. Molti di noi, e mi includo, rimaniamo distaccati dalla vera incarnazione, molti operatori, molti starseed, siamo impauriti dall’abbracciare completamente questo stato di materia, ma non rimane altra scelta che farlo, altrimenti non faremo l’esperienza che abbiamo scelto tempo indietro e non svilupperemo completamente ciò che siamo venuti a fare ma rimarremo a metà, sospesi, incompleti e sofferenti.
Questo vale anche per gli altri, tutti siamo chiamati a prenderci cura della materia, allineandola con ciò che la nostra parte spirituale ci insegna, ci comunica, ci richiama a fare. La concretizzazione di progetti, idee, sogni nel cassetto che possono, ORA, avere una svolta reale (reale nel senso terrestre del termine). La manifestazione e concretizzazione è un processo che richiede un programma, passo a passo, ma tutto inizia con una decisione e un’azione. Ci saranno cambiamenti ulteriori nella vita di molti. Tutto ciò che in questi ultimi tre anni vi è venuto in mente e desiderato si può manifestare concretamente nella vostra vita. Questo momento è molto importante quest’anno: Saturno entra il 20 dicembre nel segno del capricorno, e si troverà congiunto al Sole nel cosiddetto ARIES POINT il 21 dicembre: esistono quattro punti importanti detti, appunto, punti ZERO e sono i quattro segni cardinali che formano la croce cardinale nello zodiaco. Ariete, Cancro, Bilancia e Capricorno: questi sono punti di forte energia di nuovo inizio, energia di realizzazione, il BIG BANG della creazione.
Ricordiamoci che il capricorno è anche il segno della corazza esterna (per il freddo eccessivo) che nasconde un nucleo di grande sensibilità (il cancro) e dolcezza. E’ arrivato il momento di togliere quella corazza e sentire, il distacco emotivo non può avvenire da un’isolamento del sentire perché così ti allontani dalla condizione umana. Il distacco avviene dalla ri-scoperta di questo nucleo sotto una forma più amorevole verso ognuno di noi. Questo passaggio richiede di imparare a prenderci cura di noi stessi, del nostro corpo che è un veicolo di grande energia cosmica. Molti operatori sanno che il corpo può ascendere insieme all’Anima e allo Spirito e non morire tornando a essere polvere, ma ancora le nostre credenze lo impediscono, siamo però a un punto in cui le credenze vecchie stanno per essere distrutte e smentite…. finalmente il flusso fotonico che sta scaricando il cosmo sulla Terra sta aprendo i recettori di tutti. I corpi ancora non riescono a sostenere questa vibrazione e per questo si ammalano…ma arriveremo anche a reggere…al momento il passaggio è la cura del corpo fisico. Insomma non poteva che essere un nuovo inizio così potente visto cosa ci aspetta nei prossimi tempi. Consiglio, quindi, una meditazione mirata. Possiamo anche scrivere le azioni che vogliamo concretizzare, i progetti che non abbiamo avuto i coraggio di concretizzare, le decisioni che dovranno essere prese, iniziamo a usare la materia, concreta per realizzarci e non più solo pensieri ma vediamo scritte le cose che vogliamo fare. Siamo richiamati alla nostra realizzazione, all’essere Sovrani della nostra vita, a diventare capaci di indipendenza emotiva, mentale, affettiva, di diventare maturi e adulti in ogni parte della nostra vita. Questo è essere MAESTRI, diventare indipendenti e liberi, in questo modo le relazioni, i progetti e tutto ciò che ci proponiamo avrà un equilibrio duraturo perché sarà in coerenza.

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