Ayurveda e Acqua Calda

La Scoperta dell’Acqua Calda
L’Ayurveda, nella sua millenaria saggezza riconosce all’acqua un ruolo importante per le sue qualità e virtù terapeutiche ed i saggi l’hanno descritta nelle sue molteplici forme e funzioni. L’acqua, secondo l’Ayurveda, è uno dei cinque elementi presenti nell’universo e nel corpo umano. Gli antichi testi induisti la consideravano sacra, per la sua capacità di generare vita sulla Terra. Secondo l’Ayurveda, l’acqua bollita, cambiando le sue proprietà molecolari, diventa “tri-doshica”, cioè viene assorbita meglio da tutti e tre i dosha Vata, Pitta, Kapha e li riequilibra.

Per Vata:
è consigliato bere acqua calda o tiepida, che lo riequilibra e lo calma. Inoltre, stimola le capacità digestive e depurative di questa costituzione.

Per Pitta:
l’acqua fresca o al massimo tiepida aiuta a calmare il fuoco e distendere i nervi. L’Ayurveda sconsiglia comunque di bere acqua o bevande troppo fredde, per esempio con ghiaccio.

Per Kapha:
l’Ayurveda consiglia acqua calda o tiepida che aiuta la digestione, solitamente lenta, e il drenaggio. Bere acqua alla sera aiuta a prevenire l’accumulo di Kapha durante la notte.

In Ayurveda, bere regolarmente acqua calda è uno dei metodi migliori per eliminare l’eccesso di Ama (il non digerito). Tradotto letteralmente Ama vuol dire “acerbo” o “non cotto”: si tratta delle scorie, delle tossine e dei residui di cibo che, a causa della cattiva digestione, si formano nel tratto gastrointestinale o nel corso del metabolismo cellulare e tessutale. Tra queste tossine rientrano l’alcool e altri prodotti dei processi di fermentazione e putrefazione che si svolgono nell’intestino. Ama indebolisce i tessuti ed è corresponsabile pressoché di ogni malattia. In senso lato, Ama si genera anche nella psiche come conseguenza di emozioni e sentimenti “non digeriti”, non elaborati, di ansie e conflitti non risolti. Ciò che si produce nel sistema nervoso e nel metabolismo come “sostanza tossica” a causa dei conflitti interiori, è tanto nocivo per la salute quanto un cibo maldigerito. L’eliminazione di Ama è pertanto l’obiettivo iniziale di ogni trattamento Ayurvedico. La tecnica più semplice ed efficace consiste in una cura idropinica con Acqua Calda. Una cura idropinica di alcuni giorni o settimane scatena una serie di reazioni positive: viene soddisfatto il “falso” senso di fame tra un pasto e l’altro, senza che si presentino gli effetti da digiuno, come nausea, mal di testa, irritazione o debolezza. Si attenuano i dolori alla nuca, alla schiena e alle articolazioni. Bere a piccoli sorsi ha un effetto calmante e stabilizzante dal punto di vista psichico, specialmente nelle persone nervose e tese. Spariscono i disturbi intestinali quali flatulenza, meteorismo, senso di pienezza e stipsi. La pelle appare più chiara, fresca e ben irrorata; anche il prurito diminuisce. Un vantaggio dell’acqua calda rispetto al tè è la relativa assenza di gusto. Sobbollita a lungo diviene leggermente dolce, e contribuisce a placare Vata, altrimenti ha gusto quasi neutro. Bevendo molto, il senso del gusto si affina e il cibo acquista un sapore più intenso. Per ottenere questi effetti non è essenziale la quantità d’acqua, ma la frequenza con cui si beve: sono sufficienti due–tre, sorsi ogni mezz’ora o ogni ora. Fondamentale è invece la qualità. Chi vive in montagna forse può utilizzare anche quella del rubinetto, ma chi vive in città dovrà ricorrere all’acqua minerale naturale a scarso tenore in minerali (oligominerale). Si consiglia di portare a ebollizione l’acqua oligominerale naturale almeno 10-15 minuti prima di berla; dopo averla fatta riposare 2-3 minuti in modo che le particelle in sospensione si depositino, poi si può versarla in un thermos. In caso di metabolismo debole o di eccesso di ama (non digerito) si consiglia di aggiungere all’acqua un pizzico di zenzero in polvere.
Facendo bollire l’acqua per almeno 15 minuti, oltre a far precipitare una parte dei sali minerali sciolti nell’acqua, si ha l’effetto di allentare le forze di Van der Wals, le forze di attrazione delle molecole. In questo modo l’acqua diventa più fluida e penetra più facilmente nei tessuti. A lungo andare, l’acqua al suo passaggio non solo pulisce il tratto gastrointestinale, ma penetra nei tessuti sciogliendo l’ama che si è depositato più in profondità.
Oltre a consigliare una dieta per mantenere jatharagni in equilibrio, l’Ayurveda consiglia regimi e stili di vita adatti alla persona e alle stagioni: routine giornaliera, routine stagionale, regolari terapie di purificazione (Pancha Karma), massaggi con olio, esercizio fisico sufficiente. Tutto questo concorre a mettere l’individuo in armonia con i ritmi e i cicli naturali e mantenere il fuoco digestivo forte ed equilibrato.
Ognuno di noi è un caso a parte e quindi non si possono dare regole precise che valgano per tutti. Ognuno dovrebbe capire da solo quale è la forza del proprio fuoco digestivo, quali sono i cibi che risultano pesanti da digerire e quindi da evitare o da usare con moderazione, quali sono i cibi nutrienti e facilmente digeribili, quale è lo stile di vita che più si adatta alla propria persona. Se risulta difficile capire tutto ciò, è bene rivolgersi a un buon terapista che possa dare i consigli adeguati. L’acqua permette alle tossine di uscire dal corpo. Se beviamo poco la pelle diventa secca, lo stomaco si surriscalda e le articolazioni ne risentono. Inoltre se il nostro corpo è disidratato è facile scambiare la sete per fame e buttarsi sul cibo. L’acqua è la prima medicina per il corpo ed è anche la più antica. Bere troppo poco lo danneggia e gli impedisce di svolgere le sue funzioni, ma spesso tendiamo a sottovalutarlo.
L’Ayurveda consiglia di bere acqua in modo regolare nell’arco della giornata, meglio a piccole dosi e, se vogliamo avere un’efficace azione purificante per l’intero organismo, l’indicazione migliore è quella di consumare acqua calda che è stata fatta precedentemente bollire per almeno 5/10 minuti.
Bevuta al mattino stimola l’evacuazione e la depurazione del corpo dagli scarti metabolici della notte.

Benefici dell’ Acqua Calda :
– Più l’acqua è calda, più è digeribile, viene metabolizzata con più efficacia, purifica le cellule e le aiuta ad eliminare le tossine e i materiali di scarto.
– L’acqua calda ha un potente effetto rassodante e dona molti benefici a livello estetico.
– Bere una tazza di acqua calda al mattino risveglia l’intestino, curando stitichezza cronica e secchezza.
– L’acqua leggermente calda è un dono per lo stomaco, distende le sue pareti e viene rapidamente ed integralmente digerita.
– L’acqua calda aiuta a tenere sotto controllo la fame.
– Salvaguarda la salute dei reni.

L’acqua fredda invece è metabolizzata con difficoltà e ha un effetto molto negativo: raffredda e sovraccarica i reni.


Dieta per ridurre l’ Ama

L’ayurveda classifica tutti i tipi di scarti metabolici come tossine chiamate Ama. Ama letteralmente significa non cotto, non digerito, non maturo. Ama si crea quando il potere digestivo e il metabolismo non ce la fanno a digerire il cibo. Il trattamento di Ama quindi, di solito si basa su di una dieta leggera e sul rafforzamento del potere digestivo.Per ridurre Ama nei principali tessuti del corpo si raccomanda una dieta di 10 giorni.
Durante la cura contro l’Ama evitare i seguenti cibi: fritti, grassi, acidi, pranzo di soli cibi crudi, pesce , carne di maiale, di manzo, formaggi, ricotta, yogurt ed atri derivati fermentati del latte, dolci.
Approssimativamente ½ h prima della colazione: bere un bicchiere di acqua tiepida con un cucchiaino di succo di limone fresco e 1-2 cucchiaini di un buon miele. La bevanda deve avere un sapore piacevole.
Colazione: Si può bere del succo di frutta appena spremuto.
Pranzo: si dovrebbe mangiare del cibo leggero e caldo. Si può mangiare a sazietà finchè ci si sente soddisfatti. Mettete l’attenzione sul vostro personale punto di sazietà. In questo modo si evita di mangiare troppo. Cercate di mangiare in un’atmosfera calma e restate seduti dopo pranzo per 10-15 min.
Esempi di cibi raccomandati: riso basmati, verdure a foglie cotte, carote, barbabietole, fagioli mung, insalate fresca (solo in piccole quantità), zuppe di vegetale e cereali.
Tra i pasti: si dovrebbe assumere cibo soltanto ai pasti principali. Se si ha molta fame sono permessi succhi di frutta freschi.
Cena: vellutate di verdura e verdure cotte vanno benissimo, accompagnate da una tisana calda.
Acqua calda: per promuovere il metabolismo e per ripulirsi da Ama, l’ayurveda raccomanda di bere acqua calda. L’acqua viene bevuta a piccoli sorsi spesso. Dovrebbe essere calda come un tè. La quantità di acqua dipende dalla sete. Non sforzatevi di berne una determinata quantità. L’acqua calda è la parte più importante della cura.
Nel programma di cura idropinica è importante suddividere le dosi giornaliere così:
– 1 tazza di acqua calda la mattina appena svegli, dopo aver pulito la lingua e il cavo orale.
– 1/2 litro di acqua tra colazione e pranzo
– 1/2 litro di acqua tra pranzo e cena

L’importante è non introdurre troppa acqua durante i pasti, perché rallenta la digestione e non finisce nelle cellule, ma annacqua i succhi gastrici.
Se non trascorri tutta la giornata a casa, procurati un thermos e portalo con te. In questo modo non sarai mai a corto di acqua calda.

Ama: il cibo non digerito
La principale conseguenza del cattivo funzionamento dei processi digestivi è la formazione di Ama che letteralmente significa “non digerito”. In pratica è un accumulo di tossine che sotto forma di materia scura, appiccicosa e maleodorante, si deposita prima nel tratto gastrointestinale e poi viene assorbita insieme alle sostanze nutrienti, penetra in profondità nei tessuti depositandosi laddove il corpo è più debole. Ama può essere creato in due modi.
1) A causa del fuoco digestivo debole, se il fuoco digestivo (jatharagni ) è debole, una parte del cibo non viene digerita, rimane nel corpo, diventa tossica e va a disturbare ulteriormente la funzione di jatharagni.
2) Mangiando in maniera impropria, per digerire bene il cibo bisogna mangiare secondo la forza del fuoco digestivo e secondo certe regole basilari. Anche se il fuoco digestivo è forte spesso ci si trova a mangiare troppo, a mangiare cibi di cattiva qualità e troppo pesanti, a mangiare troppo tardi, a fare un pasto prima che quello precedente sia digerito, oppure a mangiare quando siamo ansiosi, agitati, arrabbiati o di fretta. Il risultato sarà la formazione di ama.
L’ama che si viene a formare si mescola con le sostanze nutrienti e attraverso i vari canali di circolazione si deposita in quelle parti del corpo dove l’immunità è più debole. A causa di questo accumulo, si squilibrano i dosha o si bloccano gli srota, i canali di circolazione. Secondo il luogo in cui ama si accumula, compaiono diverse malattie, per esempio, quando ama si deposita nei polmoni si crea congestione, tosse e asma; nelle articolazioni crea artrite; negli intestini crea diarrea o stitichezza. Secondo l’Ayurveda ama è una delle cause principali delle malattie e la ragione è che le persone in generale non si alimentano in maniera regolare e non seguono le regole basilari dell’alimentazione. Inoltre il tipo di cibo che si mangia al giorno d’oggi è altamente “amagenico”: fast food, cibi fritti, conservati e precotti, prodotti a base di farina bianca e zucchero bianco raffinato, prodotti animali e latticini. Tutti questi cibi sono pesanti e hanno bisogno di un jatharagni forte per essere digeriti. In pratica, per mantenere la buona salute e curare le malattie, bisogna scegliere una dieta che possa essere digerita senza formare ama.
Alcuni sintomi causati dalla presenza di ama nel corpo sono: pigrizia, sonnolenza, febbre leggera, dolori in varie parti del corpo, pesantezza di stomaco dopo i pasti, costipazione, gas intestinali, patina sulla lingua e comparsa di muco nelle feci. La presenza di questi sintomi rivela che il fuoco digestivo è debole o il modo di alimentarsi è sbagliato. Le contromisure da adottare per tenere sotto controllo ama sono di scegliere una dieta adatta alle proprie capacità digestive, facendo in modo che il cibo sia digerito facilmente. Bisogna stare attenti ai cibi che producono ama , cioè tutti i cibi che sono difficili da digerire, non è necessario arrivare ad eliminarli completamente, basta mangiarli in una quantità che non indebolisca o sovraccarichi jatharagni.
Introdurre nella dieta frutta, verdura cotta o al vapore, minestre di vegetali, succhi di frutta e di verdura, spezie in cottura o in aggiunta ai cibi, burro chiarificato, digiunare ogni tanto (almeno una volta ogni due settimane), mantenere integra la forza di agni usando erbe che tonificano il fuoco digestivo. Queste sono alcune regole generali che possono aiutare a tenere sotto controllo ama.

Jatharagni, il fuoco digestivo
Secondo l’Ayurveda nel corpo esistono tredici tipi di agni di cui il più importante è jatharagni che si trova nello stomaco e digerisce il cibo; in sanscrito jathar significa stomaco, agni significa fuoco, per cui jatharagni é il fuoco dello stomaco. Gli altri fuochi digestivi trasformano le sostanze nutrienti estratte dal cibo nei vari tessuti corporei, tutti i fuochi presenti nel corpo possono essere intesi come l’azione di differenti tipi di enzimi digestivi.
Nella catena dei vari processi metabolici, jatharagni, il fuoco digestivo presente nello stomaco, è il primo ad entrare in azione ed è considerato la base di tutti gli altri fuochi digestivi responsabili delle varie attività metaboliche, anche ai livelli più sottili delle cellule dei tessuti. Il cibo dà nutrimento ai tessuti corporei (dhatu) ed è necessario per la formazione di ojas , l’essenza sottile dei tessuti che genera l’energia vitale, dà forza ai vari organi e sistemi, mantiene efficiente il sistema immunitario.
L’azione di jatharagni trasforma il cibo in ahara rasa , le sostanze nutrienti, ahara rasa provvede al nutrimento dei dosha, dei dhatu e degli altri costituenti corporei. Se il cibo non viene digerito bene ahara rasa sarà insufficiente o insalubre, così la qualità e la quantità dei dosha e dei dhatu verrà compromessa, questo creerà squilibrio nei dosha e nei dhatu e il circolo vizioso così instaurato, se non interrotto, darà luogo all’insorgere delle malattie. Per queste ragioni in Ayurveda si pone molta attenzione ad assicurare il buon funzionamento di jatharagni.

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