SuperLuna – 2 gennaio

La Superluna piena, la Luna del Lupo inaugura il 2018.
Il nuovo anno si apre con lo spettacolo astronomico della Superluna, la più grande e brillante di tutto il 2018. La Luna piena di gennaio è conosciuta con l’affascinante nome di “Luna del Lupo”, scelto dai nativi americani, la Superluna saluterà l’arrivo del 2018 alle 22.56 del primo gennaio e poche ore dopo diventerà piena (alle 3.24 del 2 gennaio). Il nostro satellite apparirà così più grande e luminoso del solito.
Una superluna è la coincidenza di una Luna piena con la minore distanza tra Terra e Luna. La distanza della Luna dalla Terra varia ogni mese ed è compresa approssimativamente fra 356 410 km e 406 740 km a causa dell’eccentricità orbitale della Luna rispetto alla Terra. La definizione scientifica per il momento del minimo avvicinamento della luna a Terra è perigeo lunare; secondo la NASA una superluna è fino al 14% più grande e al 30% più luminosa di come appare durante la maggior parte delle volte. L’effetto è un aumento delle dimensioni apparenti della Luna visto dalla Terra. Il termine “superluna” non è un termine strettamente astronomico, in quanto la definizione scientifica per il momento del massimo avvicinamento della Luna alla Terra è perigeo lunare. L’associazione della Luna con le maree oceaniche ha portato a credere che in presenza di una superluna ci possa essere un rischio maggiore di eventi come terremoti ed eruzioni vulcaniche. Tuttavia, tali timori sono ritenuti molto poco convincenti e, secondo gli scienziati, solo le maree potrebbero essere leggermente più ampie rispetto alla norma, senza comunque portare conseguenze evidenti. Durante la notte tra il 1° e il 2 di gennaio 2018, dalle ore 22.56, la Luna si troverà a 356.565 chilometri dalla Terra, mentre la distanza media solitamente è di poco più di 384.000 chilometri.
Nel giro di poco più di un mese avremo ben tre Superlune. Si tratta dunque di un vero e proprio trittico, che molti appassionati di astronomia hanno già definito “trilogy”, come il prezioso anello che simboleggia passato, presente e futuro. A rendere ancor più curioso il fenomeno, vi è il fatto che il 2018 si aprirà con ben due Superlune nello stesso mese, di cui la seconda viene normalmente definita Luna blu.
La prima è stata lo scorso 3 dicembre, l’ultima del 2017, le prossime saranno il 1° gennaio 2018, appunto, e poi il 31 gennaio. La Superluna del 31 gennaio coinciderà anche con “un’eclissi di luna, purtroppo non visibile dall’Italia”. Inoltre, sarà anche la più vicina (circa 1000 km più vicina rispetto allo scorso 3 dicembre) e dunque più grande delle tre e dell’intero 2018, che ci riserva solo le due Superlune piene di gennaio, più due Superlune nuove, dunque inosservabili, sebbene la differenza sia impercettibile.
Come il 3 dicembre ma meglio del 3 dicembre: sì, perché la luna piena di gennaio sarà ancora più vicina alla Terra. La precedente infatti, nel massimo di piena, era distante dal nostro pianeta 357.987 km, mentre quella prevista la notte tra l’1 e il 2 gennaio “solo” 356.565 km (teniamo conto che la distanza media Terra-Luna è di circa 384.000 km). Ma non solo. Mentre il 3 dicembre il picco si era raggiunto quando il Sole era ancora sopra l’orizzonte, dovendo quindi attendere la notte per apprezzare l’evento, ora il massimo sarà a notte fonda, in particolare alle 3.24 ora italiana, lasciandoci la possibilità di ammirare lo spettacolo quasi al suo massimo (la luna sarà piena solo 4 ore e mezza dopo il vero perigeo.
La Superluna del 1° gennaio 2018 apparirà poco più del 7% più grande e un po’ più luminosa della media, ma non sarà facile cogliere queste differenze,le variazioni in gioco sono modeste, non certo apprezzabili da osservatori occasionali, tuttavia aggiungono fascino all’evento, trasformandolo in un prezioso pretesto per ammirare il nostro satellite naturale nel contesto del cielo stellato e condividerlo con il pubblico.
L’orbita della Luna attorno alla Terra è ellittica, dunque la distanza del nostro satellite dal nostro pianeta non è costante: quando è più vicina si dice che la Luna è al perigeo, quando è più distante è all’apogeo. Il fenomeno della Superluna si verifica quando la Luna Piena o la Luna Nuova è al perigeo.
Iniziano i mesi più freddi dell’anno nell’emisfero boreale.
Ma torniamo alla Luna del Lupo. L’affascinante nome della Luna piena di gennaio deriva dalla tradizione degli algonchini, la tribù di nativi americani più popolosa, che ha messo a punto un calendario lunare plasmato sugli eventi naturali più importanti delle varie stagioni. La prima dell’anno è stata chiamata così poiché nel gelido mese di gennaio era prassi che i lupi affamati si avvicinassero agli accampamenti e ai villaggi in cerca di cibo, ululando per diverse ore. Come accade per altre lune piene, anche questa possiede nomi secondari: fra essi ricordiamo quelli di “Luna Vecchia” e “Luna di Neve”, benché quest’ultimo sia normalmente associato alla Luna piena di febbraio.
Se invece interpelliamo la tradizione celtica, troviamo il nome Luna dopo Yule, perché Yule era la festa del solstizio d’inverno presso i Celti. La parola sembra derivare da quella scandinava o anglosassone ‘Iul’, o dal norvegese ‘jul’ che significa ‘ruota’: il solstizio di inverno indica infatti una data che segna il punto definitivo nella Ruota dell’Anno, quando, nell’emisfero boreale, si vive la notte più lunga dell’anno.
Come detto in precedenza, ciò che renderà la Luna del Lupo ancor più affascinante sarà la sua vicinanza alla Terra. Tutte le lune piene che si trovano al di sotto dei 362mila chilometri vengono infatti definite Superlune, e quella di inizio anno sarà la più vicina di tutto il 2018. Per chi non potrà assistere allo spettacolo della Superluna, magari per il maltempo che in questi giorni sta imperversando in varie parti dell’Italia, il Virtual Telescope Project dalle 17:00 di Capodanno trasmetterà una diretta dell’evento astronomico dalla Capitale.
Il 1° gennaio non ci sarà solo la Superluna ma anche una tempesta magnetica, con l’arrivo di particelle solari che nell’incontro con il campo magnetico terrestre creeranno spettacolari aurore boreali e australi. Purtroppo questo spettacolo sarà visibile solo ai poli. Vi consigliamo comunque di seguire i siti web dedicati che trasmetteranno l’evento in diretta. Pensate alla meraviglia che apparirà nel cielo polare, con le aurore insieme alla Luna piena.
La tempesta solare sarà mite, come annuncia l’Agenzia Americana per l’Atmosfera e degli Oceani (Noaa), che la prevede di classe G1, ovvero il livello più basso della scala da 1 a 5 che ne misura l’intensità, perché il Sole si sta avvicinando al minimo del ciclo di 11 anni della su attività. Questa tempesta, tuttavia, darà luogo a bellissime aurore polari.

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