Igiene Personale e Pulizia Interiore nell’ Ayurveda

Nell’ Ayurveda l’approccio all’igiene personale è differente rispetto all’occidente, secondo la medicina indiana la pulizia non è soltanto qualcosa di esteriore – lavarsi le mani, il viso, i piedi – ma riguarda anche alcuni “canali” interni del nostro corpo, come le narici o l’apparato digerente. In effetti, affinché possa esserci un corretto passaggio dei fluidi vitali e dell’energia, il corpo deve essere purificato e liberato dalle tossine attraverso pratiche specifiche. Avrebbe poco senso togliere la polvere dalla superficie esterna se il dentro fosse colmo di rifiuti e scorie. Per questo motivo, sono molti i consigli e le metodologie che abbracciano l’interno del corpo, la sua pulizia più profonda e viscerale.
Spesso ci si dimentica come l’igiene personale sia il primo dei riti che andrebbero dedicati a se stessi, con cura e profondità. Siamo pressati e stressati dai tempi veloci e fugaci per dedicarci a noi stessi, probabilmente l’igiene ayurvedica batte dei ritmi per molti di noi improponibili, ma possiamo coglierne l’essenza e farla nostra, lì dove possibile: trovare qualche istante da dedicare al nostro corpo, partendo dai piccoli gesti, anche un semplice massaggio in accordo con il respiro.
Non va poi dimenticato che ogni aspetto della cura di sé, secondo questa medicina, deve essere temperato a seconda del tipo costituzionale di riferimento: in altre parole, il dosha di appartenenza sarà il faro attraverso il quale orientare la scelta dei prodotti per l’igiene nonché alcune caratteristiche della pratica igienica.
Vata prediligerà un certo tipo di tocco nel massaggio – per esempio – che sarà diverso da quello di pitta o kapha. Un capello di tipo pitta sarà trattato con un uno shampoo specifico per le caratteristiche di questa costituzione e lo stesso dicasi per un qualsiasi sapone che deve rispettare le peculiarità della pelle che lo riceve.
Da questi pochi tratti, è già evidente la cura immensa che la medicina indiana riserva all’igiene personale, un atto fondamentale per mantenere l’efficienza fisica, allontanare la vecchiaia e purificarsi.
Un’altra caratteristica dell’igiene ayurvedica è quella di essere integrata con specifiche pratiche yoga, sia pranayama (controllo del respiro) che asana o mudra (pose del corpo nel suo complesso e posizioni delle mani).
Vi sono degli esercizi di respirazione o delle asana da svolgersi per completare il processo di pulizia avviato con i metodi tradizionali, pranayama kapalabhati sono ritenuti altamente purificanti così come una pratica yoga quotidiana è ottima per mantenere il corpo in salute e integrità.
Nell’ Ayurveda onorare il corpo vuol dire farlo ogni giorno, la prevenzione nell’ottica ayurvedica è importantissima ed è tutta orientata verso la comprensione della malattia in senso profondo, non solo come sintomo, ma come manifestazione di un disequilibrio. Entrare in contatto con una conoscenza antica, caratterizzata da estrema ricchezza e profondità, dove la donna e l’uomo vengono visti nella loro costituzione fisica, nell’andamento dei loro pensieri, nello stato del loro fuoco digestivo. Ci si può aprire per cogliere nuovi aspetti di se stesso, ed è così che la guarigione passa per la conoscenza di sé, dove il sintomo non è qualcosa da tappare o zittire ma da ascoltare. Prendersi cura dei propri pensieri è la via per il benessere, osservarli, vederne la qualità e cercare di migliorarla con sforzo e senza fretta.
Il ruolo che la pulizia svolge nella Medicina Ayurvedica è quello di rilasciare le tossine presenti nello stomaco, nei seni nasali,nell’intestino. Le tecniche di purificazione sono diverse e sono spesso utilizzate dal medico ayurvedico per rimuovere le tossine da differenti aree del corpo. La medicina ayurvedica considera le tossine (ama) come la radice dei mali, e sono il risultato dei cibi non assimilati, indigesti e che tendono a fermentare nel sistema digerente. Nella preparazione per la pulizia, il medico ayurvedico consiglia, un massaggio con oli a base di erbe in forma liquida, che possono essere ben assorbite attraverso la cute. Una volta penetrato nel sistema, l’olio essenziale può prelevare le tossine così come i pesticidi, i virus ed i batteri, eliminandole attraverso i classici canali d’eliminazione.

L’ayurveda l’antica scienza medica indiana considera gli organi di senso come fondamentali canali di comunicazione con il mondo esterno. Mantenere i sensi in ottima salute attraverso le pratiche di purificazione che l’Ayurveda propone, significa migliorarne le prestazioni e mantenere chiarezza, freschezza ed energia alla vita stessa.Delle particolari pratiche che vengono indicate dall’Ayurveda per mantenere in salute ed equilibrio tutti gli organi di senso, alcune possono entrare a far parte di una routine domestica di cura e trattamento, mentre altre devono essere indicate personalmente dal medico ed eseguite da personale preparato. Nella maggioranza dei casi vengono usati degli speciali oli medicati preparati appositamente a questo scopo reperibili in farmacie o in centri specializzati.

Lingua
Specchio delle condizioni generali dell’organismo, in particolare dell’intestino; occorre sia sempre mantenuta pulita e a tale scopo viene consigliata una procedura del mattino consistente nel rimuovere la patina (deposito tossinico) che si forma sulla lingua con l’uso di uno speciale archetto fatto con materiali diversi (legno, acciaio, argento).

Gola
Occorre fare dei gargarismi a base di oli medicati o decotti adatti per rimuovere il muco dalla gola, che può diventare un vero ricettacolo per i batteri. Due sono le tecniche da adottare: kavalagraha e gandusha. La prima è una vera gargarizzazione mentre nella seconda il liquido medicato viene mantenuto in bocca per un certo periodo di tempo. In questo modo oltre ad incrementare la resistenza dell’organo alle infezioni, vengono alleviati alcuni disturbi quali: alito cattivo, offuscamento dei sensi, perdita del gusto, mal di gola.Nella pratica di tutti giorni, una soluzione molto semplice ma di notevole efficacia consiste nell’effettuare gargarismi al mattino con dell’olio di sesamo in cui è stato sciolto un pizzico di curcuma.

Occhi
Le pratiche di pulizia e purificazione aiutano a rimuovere gli effetti dello stress e la stanchezza riportando gli occhi in una condizione di freschezza e lucidità ottimale sono varie ma generalmente propongono l’instillazione (netra abyangam) di speciali oli medicati seguiti da un massaggio delicato ed appropriato, o un particolare tipo di lavaggio oculare (netrabasti) effettuato sempre con oli medicati secondo varie modalità.

Orecchie
Applicazione di oli medicati in varie forme. Nel trattamento chiamato karna abyangam vengono instillate solo poche gocce di olio leggermente intiepidito a cui segue un massaggio appropriato al padiglione auricolare, orecchio esterno e zone circostanti, oppure,tipico nel trattamento karna purana, si riempie il condotto uditivo con di oli medicati che vengono mantenuti in sito per brevi periodi. Questi trattamenti aiutano a rimuovere l’eccesso di cerume, il mal di testa, tensioni ai muscoli del collo, la tensione al viso e alla mandibola, migliorano l’udito e calmano la mente.

Naso
Grande importanza a questo organo. Secondo l’Ayurveda la forza vitale o prana entra attraverso il respiro, occorre quindi che il naso e il senso dell’olfatto siano in condizioni ottimali. Il prana controlla le funzioni cerebrali, sensoriali e motorie del corpo. La terapia di purificazione per il naso dà immediato sollievo alla maggior parte dei disturbi che riguardano queste funzioni.In alcuni casi vengono usate polveri da insufflare nel naso, ma la pratica più comunemente usata è chiamata navana nasya e consiste nell’ instillazione di gocce di olio medicato nelle cavità nasali. La rapidità dell’assorbimento dell’olio permette un’immediato effetto delle sue proprietà terapeutiche. Fra i disturbi trattabili si annoverano raffreddori di vario tipo, anosmie o riduzioni della capacità olfattiva, emicranie e cefalee, tensione muscolare generalizzata di viso e collo, disturbi del tono dell’umore. Questo trattamento inoltre rinforza e migliora il ritmo del respiro, tonifica la vista, placa l’ansia e migliora il sonno.

Il medico ayurvedico pone particolare attenzione al polso, alla lingua, al viso, agli occhi e alle unghie. Il medico ayurvedico descrive un polso radiale di tre tipi: vata, pitta e kapha, e con sei differenti pulsazioni per braccio, tre profonde e tre superficiali, dove è possibile percepire la forza, la vitalità e il normale tono della fisiologia degli organi specifici. Attraverso l’osservazione della superficie della lingua e guardando le differenti colorazioni e/o impronte di particolari aree, il medico ayurvedico può adottare e guadagnare informazioni in proposito allo stato funzionale degli organi interni.

Altre indicazioni Ayurvediche
Il pasto, qualsiasi esso sia, non è mai troppo abbondante. Si consigliano di solito due pugni di cibo a pasto di cui il 50% composto da cibo solido, il 25% da cibo liquido e il restante 25% è quel vuoto che promuove la digestione, quello spazio dentro cui possono avvenire i meccanismi di trasformazione del cibo.
Nella scelta del cibo non si vanno ovviamente a escludere alimenti che non siano indiani, poiché che nella nostra tradizione si ritrovano alimenti che possono essere contestualizzati nella logica dei cinque elementi: acqua, aria, terra, fuoco ed etere.Il cibo è sia cura che prevenzione: laddove insorge la malattia in ayurveda quel che conta davvero è il processo attivo del paziente, che implica diventare consapevoli dei tre elementi che in ayurveda dovrebbero essere sempre in equilibrio: attività, nutrizione e riposo. La stanchezza o la malattia vanno rintracciate nel disequilibrio di questi tre aspetti. Di fatto, rivedere questi aspetti porta inevitabilmente a migliorare la qualità di pensieri ed emozioni.
L’ayurveda ci insegna a gestire l’arco della giornata secondo quelle che sono le regole del dinacharya, ovvero il comportamento quotidiano che è alla base di un modello di vita sano. Secondo la pratica base ci si sveglia presto, ci si dedica per almeno un’ora e mezza a se stessi e alla cura del corpo, procedendo nella pulizia della lingua, nell’automassaggio con gli oli, con la cura dei capelli, prendersi cura dei propri occhi e poi con l’esercizio fisico.
In questo senso la pratica yogica aiuta a riequilibrare i vari punti del corpo energetico e del corpo fisico. Vero però che anche un esercizio minimo di personale scelta, anche una fusione di pratiche acquisite nel tempo, anche tutto questo funziona bene. Arriva poi il momento della colazione che va fatta seguendo le norme alimentari ayurvediche assestate sulla singola persona: ognuno di noi è infatti un preciso e ineguagliabile equilibrio tra almeno due dei principali dosha. Secondo l’ayurveda infatti ogni individuo è espressione dei tre principi naturali (Vata, Pitta, Kapha) che ne caratterizzano l’aspetto psicofisico e la predisposizione individuale verso squilibri e malattie.
Di base, nell’ayurveda non si mangia subito al risveglio ma non si aspettano nemmeno le 13 per fare pranzo. C’è quindi un primo pasto base cui segue un pranzo consumato quando il fuoco che è dentro di noi (e il sole nel cielo) è al suo massimo e la digestione è più rapida. Anche la cena andrebbe fatta prima delle 20 e di solito si scelgono cibi digeribili come verdure e riso cotti. Nei pasti di solito non si mescolano cibi cotti e crudi, per facilitare “l’intelligenza della digestione”. Si evita quindi un conflitto a livello del fuoco digestivo e si cerca invece un equilibrio.

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