Il Legame tra Magia e Psicologia

Il legame che esiste tra magia e psicologia è fortemente dipendente e interconnesso. È impensabile infatti, studiare le materie psicologiche senza prendere in esame la tradizione esoterica e, in particolare, il ramo magico. Quello che oggi viene descritto dalle moderne tecniche psicologiche, lo troviamo già negli scritti magici ed esoterici dell’esoterista tedesco Cornelio Agrippa nel 1500, o in quelli dell’esoterista francese Gérard Encausse (Papus) nell’800 o, per citare un esoterista femminile, in quelli della britannica Dion Fortune ai primi del 1900. Figure rilevanti dell’esoterismo e che hanno contribuito, con la loro trasmissione del sapere, a formare quella che oggi è la psicologia. Non dimentichiamoci che la psicologia nasce come scienza nella seconda metà dell’800, mentre la conoscenza esoterica fin dalla notte dei tempi viaggia di uomo in uomo.

Esistono, e sono sempre esistite, delle tecniche magiche per migliorare se stessi, per conoscere meglio se stessi e l’ambiente che viviamo e creiamo. Ho potuto constatare personalmente che su molti testi di magia, da quelli più antichi a quelli più moderni, si insiste parecchio sulla meditazione, sullo stato di presenza e sulle varie tecniche di miglioramento di se stessi. Chi ha modo di approfondire e studiare l’esoterismo e la magia, scopre che quelle che oggi vengono fatte passare come teorie new age o scoperte moderne, erano in verità già ampiamente praticate e consigliate da maghi e alchimisti del 1500, del 1700 e del 1800.

Il questi ultimi decenni si registrano numerosi best seller per quanto riguarda libri e manuali sul potere della volontà, ma numerosi sono anche i manuali pubblicati sulle tecniche di vendita e di persuasione che si insegnano in ambito aziendale. Inoltre vi sono manuali al riguardo dei principi base della maggior parte delle correnti psicologiche, da quelle comportamentali estreme del professor Nardone, a quelle della psicologia cognitiva.

Ma in verità basta leggere i libri di Dion Fortune (che fu, tra l’altro, membro della Golden Dawn e che da giovane fu psicologa) per vedere e capire come, in realtà, la psicologia e la sociologia non hanno inventato nulla, ma hanno semplicemente studiato e approfondito una parte della scienza esoterica. Questo è il legame presente tra magia e psicologia. Quelli che oggigiorno vengono promulgati come libri di miglioramento personale, autori di corsi di crescita personale e realizzazione, libri sulla legge dell’attrazione, sulle forme pensiero, potere dell’immaginazione, forza di volontà e via dicendo, altro non sono che delle varianti attuali e superficiali di argomenti che era già possibile trovare, in forma leggermente criptata, in scritti magico-esoterici del 1800, del 1500, ma addirittura anche nei Vangeli, se interpretati correttamente e non alla lettera come pretenderebbero di fare alcuni cattolici.

Ho avuto modo di imbattermi in una tecnica psicologica assurda ma funzionale, addirittura in una biografia per eccellenza, quella dell’illustre mago nero Aleister Crowley. Altre tecniche di guarigione e di psicoterapia, sempre molto “particolari”, sono contenute nel libro della maga e psicologa Dion Fortune dal titolo “I segreti di Taverner, dottore dell’occulto”, e nel libro “Psicomagia” di Alejandro Jodorowsky. Tecniche simili vengono oggigiorno proposte dai moderni psicologi.

Ma la questione tragicomica, che poi è il senso di questo articolo, sta nella differenza di percezione che ha la massa dinanzi alla magia e alla psicologia. Non “vede” e non riconosce alcun legame. Perché se dici che hai guarito una persona con la terapia di Nardone o di Morelli, sei un genio avanti coi tempi; se dici che hai usato la tecnica di Jodorowsky o Fortune, allora sei pazzo, e se poi ti azzardi a dire che hai preso spunto da Crowley dicono che sei satanista.

In verità, in qualsiasi caso, che si tratti di materia esoterica, magica o psicologica, chi effettua queste pratiche o tecniche, mette semplicemente in atto un rito, con degli effetti magici, e la gran parte degli interlocutori non percepisce e non ha la minima idea di cosa stia accadendo, non avendo la gente il minimo concetto del significato dei riti e dei ruoli che il rito stesso riveste per la psiche (anima) e per il comportamento umano.

Ma ci fu un personaggio di assoluto spessore che cercò non solo di mostrare il legame esistente tra magia e psicologia, ma anche di metterlo in atto. Questo studioso fu Carl Gustav Jung. Jung cercò di riportare la psicologia alle sue origini, studiando i rapporti tra psicologia, alchimia ed esoterismo. E fu proprio questo il motivo per cui ruppe con Sigmund Freud, che lui considerava un mistificatore nonostante la forte stima iniziale.

Le differenze tra Jung e Freud non erano, come si crede comunemente, differenze di metodo o di teorie; ma erano, bensì, differenze di studi ed esperienze nel ramo esoterico. Jung tendeva a voler portare le persone verso l’illuminazione individuale. Era un uomo molto curioso, aveva viaggiato parecchio all’estero, e aveva raccolto materiale prezioso in Oriente, in Africa, in Messico, e così che i suoi studi si arricchirono di alchimia, magia e astrologia, i tre rami principali dell’esoterismo. Finalmente una persona stava riuscendo a coniugare in maniera concreta psicologia e magia, e descrivere così il loro forte legame.

Ma molti dei suoi seguaci, per motivi oscuri ma intuibili, hanno provveduto a distruggere il lavoro di Jung. Un lavoro troppo pericoloso per la società di allora e di oggi. E così anche oggi, molti psicanalisti che si definiscono junghiani in verità non sanno nulla o quasi di alchimia, magia ed esoterismo, pur essendo la scienza alchemica alla base di molti scritti di Jung. Non a caso uno dei suoi libri di maggior valore si intitola “Psicologia e alchimia”.

Oggigiorno la psicologia è in gran parte quella che conosciamo, una scienza che tende alla normalizzazione dell’individuo. È quello il suo obiettivo. Rendere normale ciò che non lo è. Normale è considerato un individuo che sa stare nella società, trova un lavoro e crea una famiglia. Paradossalmente è normale colui che si adegua a una società malata. Il che è una contraddizione in termini, ma poco importa! Mentre sono scomparse le risposte spirituali, la psicomagia, e l’attenzione verso l’essenza stessa dell’essere umano. Cioè la sua anima. La psicologia ha separato la parte spirituale da quella materiale, ha reso il lavoro dello psicologo molto poco efficace giungendo addirittura ad affermare che il “pensiero magico” è un sintomo di delirio e schizofrenia. Provate a dire che fate viaggi astrali e parlate con entità disincarnate (come faceva Jung).. probabilmente riceverete un bel TSO!

“Non si devono dimenticare i diritti dell’anima in mezzo alle novità della civiltà occidentale, col suo carattere terreno tecnico-materialistico. L’affannosa pulsione di possesso in campo politico, sociale, intellettuale, che sconvolge con passione che si direbbe indomabile la psiche dell’occidentale, si diffonde inarrestabile anche in Oriente, minacciando conseguenze incalcolabili. Non soltanto in India, ma anche in Cina, è tramontato già molto di ciò che alimentava un tempo l’anima e ne stimolava il progresso. L’esteriorizzazione della cultura può, è vero, far piazza pulita di molti mali la cui eliminazione appare sommamente desiderabile e vantaggiosa; ma l’esperienza dimostra che questo passo innanzi è comprato a troppo caro prezzo, cioè con un danno nel campo della cultura spirituale. È senza dubbio molto più comodo vivere in una casa ordinata e attrezzata dal punto di vista igienico, ma rimangono tuttora senza risposta le domande: “Chi abita in quella casa? E la sua anima gode anch’essa dell’ordine e della pulizia di cui gode la casa destinata alla sua vita esteriore?” Carl Gustav Jung

Fonte : https://www.tragicomico.it/

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